È stata una notte di intensi attacchi nei cieli russi, con oltre 600 droni ucraini diretti verso Mosca e la regione circostante. A riferirlo è il sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, secondo cui più di 200 velivoli senza pilota sono stati intercettati e distrutti dalle difese aeree. Le squadre di emergenza sono state mobilitate nelle aree interessate dalla caduta dei detriti. Almeno tre persone sono rimaste ferite.
Il massiccio attacco contro Mosca rappresenta uno degli episodi più significativi di questa fase della guerra e arriva mentre il conflitto continua a estendersi anche oltre le aree direttamente interessate dai combattimenti. Le autorità russe hanno segnalato danni e interventi legati alla caduta dei frammenti dei droni, mentre proseguono le operazioni di messa in sicurezza. Nella stessa notte, anche Kiev è stata colpita da un intenso raid russo. Nella capitale ucraina sono state udite numerose esplosioni, comprese quattro detonazioni particolarmente forti nel centro della città. Secondo le autorità locali, gli attacchi hanno provocato incendi in diversi quartieri, colpendo tra gli altri edifici commerciali a Obolonskyi e Holosiivskyi.
La nuova escalation coinvolge inoltre i Paesi vicini. La Romania ha segnalato in passato la caduta di frammenti di droni sul proprio territorio, mentre episodi analoghi hanno interessato Polonia e Stati baltici. La crescente frequenza di questi incidenti evidenzia così il rischio che la guerra possa avere conseguenze sempre più dirette anche sul territorio dei Paesi della Nato.