Per anni chiunque abbia provato a sollevare dubbi sulla contaminazione tra personale dell’Unrwa a Gaza e i miliziani di Hamas veniva accusato di tendenze al limite del criminoso. La versione accettabile è sempre stata una: l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi è un presidio intoccabile di legalità, un baluardo di pace e formazione. Solo che l’Onu dovrebbe spiegare come mai, tra i “martiri” a libro paga dell’agenzia morti nella Striscia di Gaza ci fossero profili come Imad El Samhouri. Per oltre un decennio, ha lavorato come insegnante dirigendo vari istituti scolastici a Gaza. Una carriera integerrima, a leggere i registri ufficiali del Palazzo di Vetro. Se non fosse che il professore vestiva la divisa di comandante sul campo delle Brigate Al-Qassam, il braccio armato di Hamas. A certificarlo sono gli stessi video celebrativi trasmessi dall’organizzazione islamista dopo la sua morte.
In questi, appare armato, tra mitra e bombe a mano, mentre esce dai tunnel del terrore e inneggia al martirio e all’eliminazione del «nemico sionista». L’aspetto ancora più grottesco della vicenda s’è consumato lo scorso giugno a New York. Durante la cerimonia in memoria dei dipendenti caduti “nell’adempimento del dovere”, il Segretario Generale António Guterres e la Presidentessa dell’Assemblea Generale Annalena Baerbock hanno acceso un cero commemorativo solenne mentre il nome di El Samhouri veniva scandito nell'aula.
A sollevare il velo su questa vicenda è stata l’Ong Un Watch, guidata da Hillel Neuer, che ha indirizzato una lettera aperta ai vertici dell’Onu e ai governi occidentali. Neuer si chiede semplicemente: i profili social dell’insegnante-terrorista erano pubblici e mostravano foto con i capi di Hamas e post di esaltazione dei sequestri. Com’è possibile che nessuno all’interno dell’agenzia sapesse?
Tra i principali finanziatori dell’Unrwa c’è la Germania, che negli anni passati ha avuto la stessa Baerbock come ministra degli Esteri, con ben 570 milioni versati, seguita a ruota dall’Ue e numerosi Paesi occidentali. Denaro pubblico finito direttamente nelle casse di una struttura permeabile al terrorismo islamico. L’ennesima dimostrazione di come la burocrazia multilaterale, accecata da una narrazione ideologica, finisca per finanziare e santificare chi ha trasformato le aule scolastiche in centri di reclutamento.