Secondo le autorità nepalesi, tra gli oltre 1300 dispersi dell'alluvione che ha colpito l'area al confine con il Tibet ci sono anche tre italiani. A riferirlo è la Farnesina, aggiungendo che la sua Unità di Crisi sta effettuando verifiche con le autorità locali, tramite il Consolato Generale d’Italia a Calcutta e il Consolato Onorario a Kathmandu, e con i tour operator per eventuale conferma. Su indicazione del ministro Antonio Tajani, "è stato disposto l'invio di personale a Kathmandu dall’Ambasciata a New Delhi, per rafforzare la presenza sul posto e l'assistenza ai connazionali". Finora, sono stati contattati circa 130 connazionali segnalati nell'area.
Tra gli italiani dispersi ci sarebbe Marco Ratto, 50enne titolare di un negozio di orologeria e oreficeria di Rapallo, che da ieri risulta irreperibile. "Marco Ratto è una persona molto stimata in città. Io lo conosco da una vita e siamo tutti molto preoccupati. Tutta la città è in ansia, già molti cittadini mi hanno chiesto notizie su di lui, ma purtroppo quelle che abbiamo sono ancora poche". Così all'Adnkronos Elisabetta Ricci, sindaca di Rapallo, città di origine di Marco Ratto.
Stando agli ultimi aggiornamenti, le vittime totali della tragedia sono 332, ma il numero è destinato a salire. Dubbi sul numero di dispersi: 823 sarebbero le persone irreperibili nelle aree colpite in Nepal, mentre 558 quelle sul versante tibetano della catastrofe, ma non è chiaro se vi siano eventuali sovrapposizioni tra i due conteggi o se si tratti di persone diverse. Per questo, il totale di oltre 1300 va considerato come la somma dei due bilanci riferiti separatamente da Nepal e Cina, e non necessariamente come il numero definitivo di persone uniche disperse.
Secondo lo US Geological Survey, un'agenzia scientifica del governo Usa che studia i rischi ambientali della Terra, è stato il collasso di un ghiacciaio la causa dell'attività sismica e delle devastanti inondazioni in Nepal e in Tibet. Secondo quanto riportato dall'agenzia, il crollo di un ghiacciaio ha causato attività sismica e impatti "catastrofici" a valle in Nepal e Tibet. L'agenzia ha precisato che l'attività sismica inizialmente segnalata come terremoto "era in realtà un crollo glaciale e una colata detritica" che "hanno provocato conseguenti impatti catastrofici a valle".