Identificati due sospetti ritenuti responsabili dell'attentato fallito con droni ed esplosivo all’aeroporto dei cargo a Lipsia in Germania. Per l'attentato, risalente allo scorso 4 agosto, Berlino ha puntato il dito contro Mosca, parlando di un atto di guerra ibrida. Le due persone individuate dagli investigatori avrebbero legami con Mosca: come riportano la Sueddeutsche Zeitung, la Ndr e la Wdr, si tratta di un uomo di origine russa con passaporto lettone e di un uomo bielorusso con passaporto russo. Inoltre, secondo quanto riporta la Bild, il bielorusso con passaporto russo sarebbe entrato nello spazio Schengen con un visto italiano. Le autorità tedesche "hanno accertato che il documento è stato rilasciato da un'ambasciata italiana a Minsk alla fine di aprile", si legge sul giornale.
A svelare la presenza russa dietro l'attentato, i ministri Alexander Dobrindt degli Interni e Johann Wadephul degli Esteri. "Nel loro insieme, le indagini della polizia, le modalità dei reati e le informazioni dei servizi di intelligence dimostrano la responsabilità russa nel tentato attacco all’aeroporto di Lipsia", ha detto Dobrindt. Di tutta risposta, Berlino ha preso delle contromisure, chiudendo il consolato generale di Bonn e la Casa di Cultura a Berlino, ritenuti due schermi per operazioni di intelligence moscovite, inasprendo i controlli sui cittadini russi e aumentando la pressione sulla flotta ombra che trasporta il petrolio. Secondo il ministro Wadephul, "con il fallito attentato di Lipsia, la leadership russa ha deliberatamente scelto di danneggiare in modo significativo le nostre già tese relazioni bilaterali. Il governo tedesco agirà pertanto contro la Russia in quanto responsabile dell’attacco ibrido e renderà più difficile attuare ulteriori attacchi in Germania e in Europa".
Sugli autori del tentato assalto, i ministri hanno dichiarato: "Si tratta di agenti di basso livello, ovvero privati cittadini non addestrati reclutati online da servizi segreti stranieri per spionaggio, propaganda o sabotaggio. Gli autori hanno agito per conto delle autorità statali russe". Mosca, intanto, ha negato qualsiasi suo coinvolgimento nei fatti di Lipsia ed è subito partita al contrattacco: "Berlino sponsorizza il terrorismo" aiutando Kiev a difendersi nella guerra contro la Russia.