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"Sanchez sapeva tutto, il giorno prima di Ceuta...": Pedro, ora è finita

lunedì 7 settembre 2026

1' di lettura

Un’allerta sull’arrivo di un possibile flusso massiccio di migranti a Ceuta sarebbe stata diramata dalla polizia spagnola un giorno prima della crisi, contraddicendo quanto dichiarato dal premier Pedro Sanchez al Congresso. A riferirlo è la giudice istruttrice dell’Audiencia Nacional, María Tardón, nel provvedimento con cui ha disposto l’avvio delle indagini sugli eventi verificatisi nella città autonoma spagnola.

Secondo il documento, il Centro nazionale per l’immigrazione e le frontiere (Cenif) aveva emesso il 29 luglio un’allerta destinata ai posti di frontiera di Ceuta e Melilla. Il livello di rischio era indicato come "estremo" nel caso di ingressi coordinati attraverso il mare o mediante il superamento della barriera di frontiera.

La circostanza entra in contrasto con le dichiarazioni rese da Sanchez al Congresso, dove il premier aveva sostenuto che il governo non avesse ricevuto alcuna "allerta" capace di segnalare l’eccezionalità e la portata dell’emergenza.

L’Audiencia Nacional ha ritenuto di avere competenza sul caso e ha aperto un’inchiesta per fare luce sulle responsabilità legate all’arrivo in massa di migranti. La magistrata ipotizza possibili reati contro la pace o l’indipendenza dello Stato, violazioni dei diritti degli stranieri associate a ipotesi di omicidio colposo e reati di organizzazione criminale.

Nel provvedimento, Tardón parla di "una condotta delittuosa presumibilmente commessa all’estero che ha gravemente attaccato l’integrità territoriale della Spagna". Secondo la relazione del Cenif, inoltre, gli eventi non sarebbero stati spontanei o occasionali, ma parte di un processo organizzato nel quale la finalità migratoria avrebbe rappresentato soltanto una copertura formale.

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