"Di fronte alla difficile situazione che si sta ripresentando nello stretto di Bab el-Mandeb, che si aggiunge alla crisi di Hormuz e alle conseguenze economiche delle numerose tensioni internazionali, ho deciso, insieme al Capo di Stato Maggiore della Difesa, di attivare la Marina Militare per predisporre quanto necessario per garantire il transito in sicurezza delle navi italiane": il ministro della Difesa Guido Crosetto lo ha detto intervenendo alla quarta edizione del "Forum Risorsa" Mare organizzato da Teha Group in collaborazione con il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare a La Spezia.
"Abbiamo le capacità per proteggerne il passaggio e per acquisire le informazioni utili e necessarie attraverso l’opera del comparto e la cooperazione con noi. Non possiamo permettere che ritardi decisionali burocratici aggravino una situazione già complessa, con conseguenze dirette sulla nostra economia e sulla vita dei cittadini", ha spiegato il ministro, facendo riferimento alla missione Ue Aspides. E ancora: "Quando possiamo interveniamo per alleviare le crisi".
Parlando con i giornalisti a margine dell'evento, poi, Crosetto ha lanciato una stoccata alla sinistra dicendo: "Chiamare riarmo la difesa vuol dire dare un'accezione negativa all'unica parola a cui la Costituzione affianca l'aggettivo 'sacro'. Il sacro dovere della difesa non ha nulla a che fare col riarmo".