«Se fosse per me basterebbe un 7,62. Canemorto». Questa e altre minacce all’indirizzo del Tenente colonnello, Medaglia d’Oro al Valor Militare, Gianfranco Paglia, consigliere del Ministro della Difesa Guido Crosetto. Il motivo? Probabilmente le recenti posizioni espresse da Paglia nel corso di alcune interviste rilasciate su Roberto Vannacci.
Nell’ultima il pluridecorato, costretto su una sedi a rotelle per tre proiettili ricevuti in Somalia nel 1993, a proposito del leader di Futuro Nazionale, aveva detto: «Niente contro Vannacci, ma l’esercito ha ben altri valori». «Nessuna intimidazione, per quanto vile e aggressiva - ha detto Paglia - potrà mai scalfire l’impegno istituzionale, l’onore e la determinazione di chi ha servito e continua a servire lo Stato con totale dedizione».
Il Tenente colonnello ha deciso di adire le vie legali per la «ferma volontà di ribadire che la rete non è una zona franca». «Esprimo ferma condanna per le gravissime minacce di morte rivolte al Tenente colonnello Gianfranco Paglia. Si può dissentire, discutere, avere idee profondamente diverse, ma quanto accaduto rappresenta il superamento di un limite che non dovrebbe mai essere oltrepassato.
La minaccia non è confronto. È violenza. E come tale va condannata, sempre e senza ambiguità. Sono vicino a Gianfranco certo che nessuna vile intimidazione potrà scalfire il suo impegno e il sua determinazione», ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
«Sentita solidarietà al Tenente colonnello Gianfranco Paglia. Il confronto appartiene al dibattito democratico e non deve mai sfociare nell’intimidazione o nella violenza, che ne rappresentano l’esatta negazione e vanno respinte con assoluta fermezza», ha aggiunto il sottosegretario alla Difesa, Matteo Perego di Cremnago.