La tensione arriva a livelli d'allarme alla frontiera tra la Russia e la Polonia, dove, secondo Varsavia, un elicottero russo Mi-8 si è addentrato per 300 metri nello spazio aereo polacco per poi rientrare dopo 42 secondi.
"Sono decollati immediatamente i caccia, mentre le forze di terra e i mezzi sono rimasti in stato di allerta", ha affermato il comando operativo delle forze armate di Varsavia. Secondo la Polonia, l'elicottero, un Mi-8, è entrato nel suo territorio proveniente dalla exclave russa di Kaliningrad e ha sorvolato un'area a nord di Braniewo. Varsavia ha accusato Mosca di volere "ancora una volta mettere alla prova la prontezza" delle difese polacche dopo che, la settimana scorsa, il primo ministro Donald Tusk aveva detto che la Russia stava preparando attacchi di droni e missili contro il suo Paese e altri sul fianco orientale della Nato. "L'intento - aveva detto - è quello di intimidirci per fiaccare i nostri sforzi a sostegno dell'Ucraina. Ma il risultato sarà esattamente l'opposto".
Da parte sua, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha affermato che i Paesi dell'Alleanza devono "mantenere la calma", continuando ad "effettuare gli investimenti necessari" per "essere pronti a proteggere ogni centimetro del territorio alleato".
Il 13 settembre scorso un treno venne bombardato al posto di frontiera di Yahodyn, tra l'Ucraina e la Polonia, poco dopo che nella stessa stazione era transitato un convoglio su cui viaggiavano i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia, Regno Unito, Germania e Francia, di ritorno da una conferenza a Kiev. La Russia non nega i raid alle frontiere dell'Ucraina con la Polonia e la Romania, entrambi Paesi della Nato, ma afferma che essi prendono di mira convogli e punti di passaggio per il trasferimento di armi dall'Europa occidentale a Kiev. Inoltre, i bombardamenti sempre più intensi delle ultime settimane, in particolare sulle regioni di Kiev e di Odessa, mostrano l'intento di Mosca di colpire strutture chiave dell'economia ucraina e i porti sul Mar Nero attraverso i quali passa la maggior parte degli scambi commerciali con l'estero.
Obiettivi privilegiati sono diventate anche i distributori di carburanti, una scelta in cui sembra di poter vedere una risposta agli attacchi ucraini sulle raffinerie russe che negli ultimi mesi hanno provocato una carenza di benzina e gasolio, e di conseguenza lunghe file alle stazioni di servizio russe. Anche nelle ultime ore, secondo le autorità ucraine, a Kiev sono stati colpiti due distributori e il servizio ferroviario urbano è stato sospeso a causa di un attacco di droni. Il presidente Volodymyr Zelensky ha fornito un bilancio di "due persone uccise e altre 24 ferite" nella capitale.
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che a Kiev le forze di Mosca hanno bombardato i data center New Telco e United DC e, nella regione di Odessa, diversi "centri logistici che gestivano lo stoccaggio e la distribuzione di merci militari e a doppio uso". Inoltre, in mare è stata colpita "una nave cargo che trasportava merci militari verso il porto di Odessa". Le autorità ucraine, invece, affermano che è stata colpita una normale nave mercantile, il cui comandante è rimasto ucciso. "Siamo particolarmente preoccupati per gli attacchi nel Mar Nero", ha affermato l'Alto commissario per la politica estera della Ue, Kaja Kallas, a nome della coalizione che sostiene l'Ucraina, formata da 51 Paesi. La Russia, secondo Kallas, "sta cercando di bloccare le esportazioni di cereali ucraini, mettendo così a repentaglio la sicurezza alimentare globale".