Più navi, più mezzi aerei e una presenza europea da aumentare «in modo sostanziale» nel Mar Rosso. Kaja Kallas, come preannunciato, ha messo nero su bianco la necessità di rafforzare Aspides e ha portato la questione direttamente sul tavolo dei Ventisette. Nella lettera ricevuta ieri dalle delegazioni degli Stati membri, l’Alta rappresentante avverte che, di fronte al deterioramento della situazione a Bab el-Mandeb, «abbiamo bisogno di più assetti navali e aerei, adeguatamente equipaggiati». È il primo seguito concreto al pressing italiano per potenziare la missione Ue e apre ora il capitolo più difficile: tradurre la richiesta italiana e l’invito di Kallas in contributi effettivi degli Stati membri.
La trattativa c’è ma non è agevole. «Eunavfor Aspides continua a sostenere la libertà di navigazione attraverso Bab el-Mandeb sulla base degli assetti forniti dagli Stati membri», ricorda Kallas. Ma, aggiunge, «nell’attuale contesto di accresciuta insicurezza dobbiamo essere in grado di aumentare in modo sostanziale la nostra presenza, per garantire che l’operazione possa svolgere pienamente il proprio mandato». La richiesta arriva dopo la lettera con cui il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva sollecitato un rafforzamento di Aspides.
Gli scenari che si aprono sono sostanzialmente due. Il primo è che altri Paesi europei decidano di mettere direttamente a disposizione propri assetti navali. Il secondo è che sia l’Italia a incrementare ulteriormente il proprio contributo oltre alla fregata Bergamini. In questo caso, però, Roma chiede che il relativo onere finanziario venga condiviso tra i Ventisette. Il nodo politico è ora capire fino a che punto gli Stati membri considerino strategico e prioritario il transito a Bab el-Mandeb. È la questione che Kallas affida direttamente ai Ventisette. Nella lettera invita infatti gli Stati membri, in vista delle prossime riunioni del Consiglio Affari esteri in formato Difesa il 28 settembre e poi del Consiglio Affari esteri il 12 ottobre, a indicare «possibili azioni» che l’Ue possa fare contro la nuova minaccia.