È Robyn Thomson a raccontare la storia drammatica che ha colpito la sua famiglia e, in particolare, la madre Yvonne Ford. La donna è morta l'11 giugno scorso, a 59 anni, dopo che, durante una vacanza in Marocco con il marito, un cucciolo di cane ha graffiato la sua gamba esponendola alla rabbia.
Yvonne e il marito Ron si stavano godendo il sole sui lettini in spiaggia quando un cucciolo randagio si è avvicinato. Erano rilassati in spiaggia sui lettini. Mamma aveva appoggiato le gambe sulla sabbia e deve aver spaventato il cucciolo, racconta Robyn. Il cucciolo le ha graffiato la gamba, lasciando un segno piccolissimo". La ferita era così superficiale che la donna l'ha semplicemente pulita con una salvietta e ha continuato a godersi la vacanza, senza pensarci più.
"Nessuno di noi immaginava che un graffio così piccolo potesse esporre qualcuno alla rabbia", dice Robyn. "Quel piccolissimo graffio ha cambiato per sempre le nostre vite". Tornata in Inghilterra, Yvonne aveva scartato l'idea di farsi controllare il graffio proprio perché sembrava irrilevante, ma anche perché appariva in ottima salute. È solo all'inizio di giugno, e cioè 4 mesi dopo la vacanza, che la donna ha iniziato a soffrire di forti attacchi di mal di testa e, in pochi giorni, la sue condizioni di salute sono gravemente peggiorate.
Yvonne è stata ricoverata al Barnsley Hospital. Lì il quadro si è ulteriormente aggravato e la donna ha perso la capacità di camminare e parlare. "È stata la cosa più devastante che abbiamo mai vissuto", racconta Robyn. "La malattia si è diffusa nel suo corpo a una velocità impressionante, una volta comparsi i sintomi. È iniziato tutto con un mal di testa".
Per cinque giorni i medici non sono riusciti a capire cosa stesse causando il malessere di Yvonne, finché uno psichiatra, che inizialmente sospettava la malattia di Lyme, non ha riconosciuto i sintomi e ha chiesto informazioni sui suoi recenti viaggi. "È questo che ho trovato più difficile da accettare: nessuno sapeva cosa facesse stare così male mia madre finché un medico che si occupa di salute mentale non ha ipotizzato che potesse trattarsi di questo", racconta Robyn.
Quando è arrivata la diagnosi di rabbia, per la famiglia è stato uno shock: "È stata la notizia peggiore che potessimo ricevere, perché non c'era cura, nulla da fare per farci riavere mamma". Yvonne è stata poi trasferita nel reparto malattie infettive del Royal Hallamshire Hospital di Sheffield, dove è morta. Oggi Robyn è impegnata in una campagna di sensibilizzazione sul rischio rabbia.