Christa Pike era stata condannata alla pena capitale 31 anni fa, nel 1995. La sua esecuzione era prevista per ieri, mercoledì 30 settembre. Ma è fallita. La donna è sopravvissuta alle due dosi letali di pentobarbital e ora è ricoverata in un ospedale esterno al carcere.
Durante l'esecuzione, Pike ha avvertito dolori e bruciori. I suoi legali hanno presentato un'istanza d'urgenza alla Corte Suprema degli Stati Uniti per bloccare e sospendere immediatamente l'esecuzione, sostenendo che la donna stesse subendo una "sofferenza inutile". "Questa vicenda si è trasformata in un'agonia e in una violazione del diritto di Pike a essere giustiziato senza subire pene crudeli e inusuali", hanno dichiarato.
Il caso, accaduto in Tennessee, ha portato il governatore Bill Lee a sospendere le altre esecuzioni previste da qui a fine anno. Del resto, è la seconda volta nel 2026 che in Tennessee fallisce un'iniezione letale: l'esecuzione di Tony Carruthers era stata sospesa dopo che il personale non era riuscito a trovare una vena per l'iniezione.
Christa Pike era stata accusata nel 1995 dalla polizia di Knoxville di aver, insieme ad altri due teenager, torturato e ucciso una 19enne, Colleen Slemmer, che frequentava con loro un apprendistato per ragazzi problematici. Pike fu l'unica ad essere condannata a morte, perché quello che allora era il suo ragazzo aveva 17 anni e fu condannato all'ergastolo e un'altra ragazza, anch'ella 18enne, testimoniò contro gli altri due, ottenendo uno sconto di pena.