"Bismillah, c'est la lumière". Tradotto: nel nome di Dio, è la luce. È la frase con cui Francesca Albanese ha concluso il suo intervento davanti alle 20.000 persone che hanno riempito l'Accor Arena, uno dei palazzetti più importanti di Parigi. L'occasione era la seconda tappa parigina del 'Free Palestine Tour' di Macklemore, il rapper di Seattle che nei mesi scorsi è stato escluso dal tour di Ed Sheeran per le dichiarazioni pro Palestina in cui ha parlato di 'genocidio', 'apartheid' e ha usato frasi contro Israele.
Sul palco dell'Accor Arena è salita anche la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati, nella seconda tappa in programma lo scorso 29 ottobre. Nel suo discorso, Francesca Albanese ha parlato della resistenza del popolo palestinese. "Per quattro anni ho documentato ciò che accade, ciò che è stato fatto ai palestinesi. Il massacro, la calunnia, l'umiliazione, lo spossessamento, i pestaggi, la tortura, lo stupro, la profanazione di corpi e anime, la violazione delle case, la dissacrazione della terra e della memoria, il tentativo di spezzare un intero popolo. Ho visto, e ciò che ho visto l'ho descritto rigorosamente. Non cambierò le mie parole per adattarmi al potere", ha esordito.
Poi si è rivolta a chi, secondo lei, cerca di mettere a tacere le voci critiche: "A chi protegge i potenti e minaccia chi si rifiuta di tacere, voglio dire tre parole: lavorate con noi, non contro di noi. Fatelo per voi stessi e per i vostri figli". Francesca Albanese ha poi invitato il pubblico a convertire in partecipazione attiva la solidarietà: "Pensiamo insieme, muoviamoci insieme, agiamo insieme, balliamo insieme e sogniamo insieme". L’incaricata Onu ha poi concluso l'intervento col messaggio "Bismillah, c'est la lumière", mentre la folla esultava. Una ripresa, capovolta, dello slogan delle recenti proteste studentesche francesi, nato da un messaggio su Snapchat, attribuito dagli studenti a un presunto poliziotto infiltrato (diventato anche una presa in giro degli agenti).