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Ue, la nuova lista dei paradisi fiscali: ecco chi entra in black-list

martedì 17 febbraio 2026

2' di lettura

L’Unione europea aggiorna la lista dei paradisi fiscali e cambia ancora la mappa delle giurisdizioni non cooperative: nell’ultimo aggiornamento entrano in lista nera il Vietnam e l'arcipelago caraibico di Turks e Caicos, mentre escono Figi, Samoa e Trinidad e Tobago, ritenuti ora in linea con gli standard richiesti da Bruxelles. Una revisione che incide direttamente sugli equilibri fiscali internazionali e sulle strategie delle imprese europee.

La black list Ue individua territori che non rispettano i parametri di trasparenza e cooperazione fiscale e che, attraverso regimi agevolati, attraggono capitali esteri favorendo, secondo le istituzioni europee, evasione ed elusione. L’inserimento comporta conseguenze concrete per chi intrattiene rapporti economici con quei Paesi.

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Nel caso del Vietnam, l’ingresso è legato al mancato rispetto degli impegni assunti in materia di trasparenza e contrasto all’elusione. Per le aziende italiane con partecipazioni o scambi commerciali nel Paese asiatico il quadro fiscale si fa più oneroso: gli utili provenienti da società vietnamite diventano integralmente imponibili in Italia, perdendo l’esenzione parziale del 95% normalmente prevista per le partecipate estere, mentre i costi sostenuti verso fornitori residenti in Vietnam non sono più automaticamente deducibili e richiedono una prova rigorosa dell’effettivo interesse economico dell’operazione, anche tramite il quadro RW della dichiarazione dei redditi. Inoltre scatta la disciplina Cfc, che prevede la tassazione in capo alla casa madre italiana dei redditi prodotti dalle controllate vietnamite nello stesso esercizio, a prescindere dalla distribuzione dei dividendi.

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Parallelamente, Hanoi ha avviato una stagione di riforme per rendere il mercato più attrattivo. Sono stati eliminati 38 settori condizionati, riducendo l’obbligo di licenze speciali o pareri preventivi per le piccole e medie imprese straniere, con l’obiettivo di rafforzare tecnologia, manifattura avanzata e logistica e competere con i Paesi vicini.

Sul fronte opposto, con l’aggiornamento del 16 febbraio 2026 il Consiglio Ue ha cancellato Figi, Samoa e Trinidad e Tobago dalla lista nera, riconoscendo progressi significativi nell’adeguamento agli standard internazionali di trasparenza e cooperazione fiscale. Una decisione che segna un passo avanti nel dialogo con Bruxelles e modifica, ancora una volta, la geografia dei paradisi fiscali sotto osservazione.

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