L’imperdibile appuntamento è in programma all’ora di pranzo di oggi (ore 13, lunedì 22 giugno) al Palais de l’Europe, Strasburgo, sede del Consiglio d’Europa, ovvero l’organo che si occupa tra le altre cose di tutela dei diritti umani. Quei soloni, per intenderci, che hanno bollato come «razzista» la polizia italiana perché a loro dire discriminerebbe migranti e rom.
Ma torniamo a quanto succederà domani. Su input della senatrice del Pd, Sandra Zampa, che è anche presidente della Commissione migrazione, protezione internazionale e cooperazione economica dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e pure vice della delegazione italiana presso la stessa Assemblea, sarà inaugurata la mostra fotografica “Saving lives at sea in the name of humanity and human rights” (tradotto: “Salvare vite in mare nel nome dell’umanità e dei diritti umani”) che rimarrà allestito fino al 26 giugno. E indovinate chi sarà il curatore dell’evento? Open Arms, l’ong spagnola che, si dice, è «impegnata dal 2015 in operazioni di ricerca e soccorso in mare con la propria flotta civile: da allora abbiamo ha salvato oltre 73.000 persone nel Mediterraneo centrale».
LE IMMAGINI
La mostra raccoglie immagini scattate durante le varie missioni «con l’obiettivo di dare un volto alle persone soccorse e riportare l’attenzione sulla crisi umanitaria che continua incessante nel Mediterraneo centrale, ribadendo la necessità di salvare vite in mare nel nome dell’umanità e dei diritti umani fondamentali, tra cui il diritto alla vita, il diritto di non subire torture e l’obbligo di soccorrere chi si trova in pericolo».
Accanto alla veste umanitaria, però, c’è anche quella politica. Non che ciò sconvolga, visto e considerato che Open Arms nel 2019 aveva portato in tribunale Matteo Salvini (ai tempi ministro dell’Interno) perché si era rifiutato di fornire un porto a una nava dell’ong carica di extracomunitari. Salvini finì a processo e lo scorso dicembre, in Cassazione, è stato definitivamente assolto dall’accusa di sequestro di persona. La mostra di Strasburgo, non a caso, segue la scia della “risoluzione 2612” adottata nel giugno di un anno fa dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e intitolata “Salvare la vita dei migranti in mare e tutelare i loro diritti umani”.
Un atto con cui si invitano i 46 Stati membri del Consiglio d’Europa «a ripristinare e promuovere operazioni europee di ricerca e soccorso su larga scala al fine di salvare vite umane in mare, a consentire alle organizzazioni umanitarie della società civile di operare senza ostacoli giuridici o amministrativi e a istituire percorsi sicuri e legali per i migranti e le persone che necessitano di protezione internazionale».
Capito? Più clandestini per tutti. Poco importa se, giusto tre giorni fa, il Parlamento europeo ha votato per velocizzare le espulsioni, mettere un freno ai ricorsi degli immigrati a cui viene bocciata la richiesta d’asilo e implementare la rete di centri per i rimpatri in Paesi terzi.
LE MIGRAZIONI
«Sono trascorsi 75 anni dalla firma della Convenzione sui rifugiati del 1951, fondamento del nostro sistema di protezione internazionale, quando i paesi del mondo si impegnarono a difendere il diritto di ogni persona a cercare protezione dalla guerra e dalle persecuzioni. Eppure oggi quell’impegno storico sta cominciando a sgretolarsi sotto i nostri occhi. I populisti sfruttano la migrazione per fomentare il malcontento. Torridi filo spinato si ergono a ostacolo di chi è in movimento», spiega la senatrice piddina Zampa.
E ancora: «Le persone in fuga da situazioni disperate rischiano di vedersi negare l’ingresso odi essere sottoposte a espulsioni collettive alle frontiere, il che compromette l’accesso al territorio e il diritto di cercare protezione internazionale. Un mondo in cui i più vulnerabili non sono al sicuro è un mondo in cui nessuno è veramente al sicuro».