Il centrodestra ha bloccato il tentativo dei compagni di infangare l'Italia in Europa. Il Gruppo di monitoraggio sulla democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali della commissione Liberta civili (Libe) del Parlamento Ue ha bocciato ieri, martedì 1° settembre, la mozione promossa dai Socialisti, Verdi e Left per avviare una missione di monitoraggio sullo stato di diritto in Italia. Lo ha appreso l'ANSA da diverse fonti parlamentari. Decisivo è stato il voto contrario del Ppe assieme alle destre di Ecr, Patrioti ed Esn. Il gruppo ha invece votato a favore della missione in Grecia e confermato quella in Ungheria. Resta da deciderne un'altra. In pole position c'è la Romania, ma le forze progressiste vorrebbero riproporre l'Italia.
La votazione si è svolta a porte chiuse. A quanto si apprende, la liberale belga Sophie Wilmès (Renew), che presiede il gruppo, ha fatto da arbitro e si è limitata a constatare che non vi fosse la maggioranza. I promotori della mozione per la missione di monitoraggio sollevano dubbi sul rispetto dello Stato di diritto in Italia in merito alla giustizia, alla libertà di stampa, agli spyware e ai diritti delle famiglie arcobaleno. "È difficile che passi di nuovo la proposta sull'Italia, soprattutto con l'avvicinarsi dell'anno elettorale", riferisce una fonte. Finora il gruppo, creato nel 2018 dopo gli omicidi della giornalista maltese Daphne Caruana Galizia e del giornalista slovacco Ján Kuciak e della sua compagna, ha organizzato una serie di audizioni e missioni in diversi Stati membri, tra cui Malta, in Slovacchia, Bulgaria, Slovenia, Grecia, Ungheria e Spagna, per valutare il rispetto dei principi democratici dell'Unione europea.
Nel maggio 2025 ha affrontato anche la situazione in Italia, organizzando audizioni con esponenti della società civile, giornalisti ed esperti, tra cui il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, che riferì sul caso Paragon e l'ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci. Furono invitati i ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, che tuttavia non parteciparono inviando funzionari governativi. Il ministro della Giustizia inviò Alessandra Giansante, mentre il ministro dell'Interno fu rappresentato da Isabella Confortini.