Il Parlamento europeo chiede al Consiglio Ue "di valutare se enti o individui collegati ai Fratelli Musulmani debbano essere inseriti nell'elenco delle organizzazioni terroristiche", invitando allo stesso tempo l'esecutivo comunitario a "garantire che le organizzazioni legate al Consiglio dei Musulmani d'Europa sia negato l'accesso alle istituzioni europee". È quanto si legge nel testo della risoluzione sulla strategia Ue contro il terrorismo islamista e l'influenza dei Fratelli Musulmani, che al Pe ha incassato 381 voti a favore, 167 contrari e 15 astenuti ed è stata accolta da un applauso dell'Aula. E tra i voti contrari spunta anche quello di Alessandro Zan, l'europarlamentare del Pd che si è sempre mostrato come il paladino dei diritti della comunità lgbtqi+ ma che poi fatica a riconoscere come terroristri come i Fratelli Musulmani. Zan, però, non è il solo. A votare contro anche tanti eurodeputati del Pd, di Avs e del M5s.
L'asse Ppe e gruppi di destra all'Eurocamera (la maggioranza Giorgia) - composta da Partito popolare europeo, Ecr, Patrioti ed Esn - ha sostenuto in blocco la risoluzione votata oggi a Strasburgo sulla strategia Ue contro il terrorismo islamista e l'influenza dei Fratelli Musulmani, con i sì anche di gran parte degli esponenti dei Liberali Ue. È quanto emerge dall'analisi del voto nominale. Contrari, invece, i gruppi dei Socialisti, dei Verdi, della Sinistra e una manciata di esponenti del gruppo Renew. Uno scenario analogo si è verificato anche guardando alle posizioni di voto dei partiti italiani, con FdI, Forza Italia, Lega e Futuro Nazionale a favore del testo, stessa scelta dell'eurodeputata di Spazio Pubblico Elisabetta Gualmini.