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Si è legittimato l'odio pro-Pal: così nascono le rivolte europee

L'Occidente deve capire che l'unico modo per riportare stabilità è opporsi con fermezza al terrore dell'islam radicale
di Shimon Refaeli giovedì 22 ottobre 2026

4' di lettura

Molti cittadini in tutto il mondo osservano con stupore e preoccupazione le difficili scene che si stanno svolgendo sotto i loro occhi nelle strade della Francia, Inghilterra, Spagna, Irlanda e Italia e la realtà che emerge dal fumo di pneumatici in fiamme e vetrine infrante viene spesso presentata dai media come un’autentica protesta sociale contro l’aumento del costo della vita, i prezzi dell’energia o le difficoltà economiche che gravano sulla classe media.

Ma un’attenta analisi di quanto sta accadendo squarcia rapidamente questo velo e rivela una verità ben più profonda: le rivolte che stanno travolgendo le città europee non sono un evento locale, interno o economico, si tratta invece dello scoppio di un profondo processo strategico. Sono i frutti disgustosi dell’alleanza strategica e ideologica tra l’Islam radicale e l’estrema sinistra. Quella che si può definire alleanza verde-rossa.

L’ASSE ANTI-ISRAELE

L’osservatore esterno deve porsi una domanda fondamentale: qual è il nesso tra una manifestazione in Francia contro l’aumento dei prezzi di cibo e affitti e l’esibizione di massa di bandiere palestinesi? Perché nel cuore di una protesta che si presume riguardi il bene comune, il tricolore francese o le bandiere degli stati nazionali europei non compaiono quasi mai, mentre al loro posto vengono sventolati simboli di lotte radicali oltremare? La risposta risiede nel fatto che negli ultimi anni diversi paesi europei hanno scelto di concedere unilateralmente il riconoscimento di uno stato palestinese, mentre altri hanno tergiversato su questa idea o hanno mostrato una posizione esitante e debole, non schierandosi inequivocabilmente con lo Stato di Israele e i valori fondamentali dell’Occidente.

Così facendo questi paesi hanno inviato un messaggio incomparabilmente distruttivo a tutte le forze del caos e del terrore: il messaggio che la violenza, il terrore e la violazione dell’ordine pubblico sono tattiche efficaci che portano a risultati concreti. In tal modo diversi paesi europei guidati dalla Francia hanno incoraggiato e continueranno a incoraggiare la violenza sistematica come strumento per raggiungere i propri obiettivi. La logica è semplice: se l’estremismo porta a risultati, perché gli estremisti dovrebbero scegliere la moderazione? Sir Winston Churchill lo ha espresso in modo incisivo quando ha descritto i fautori dell’appeasement come coloro che nutrono il coccodrillo nella speranza che si sazi o si accontenti, ma in realtà lo rendono solo più grande, più forte, più esigente e molto più pericoloso.
Questo è esattamente il meccanismo che vediamo in pratica oggi.

La capitolazione e l’appeasement delle capitali europee nei confronti degli organizzatori delle violente manifestazioni dal 7 ottobre che hanno ripetutamente criticato Israele nella sua guerra contro l’organizzazione terroristica Hamas non hanno portato stabilità né prodotto la pace.

VIOLENZA INCORAGGIATA

Al contrario hanno incoraggiato la violenza, legittimato i rivoltosi e mostrato loro che l’Occidente era debole e in ritirata morale ed etica. Questa è la ragione principale per cui queste rivolte stanno esplodendo con grande forza proprio in paesi come Francia, Spagna, Gran Bretagna e Irlanda. Persino in paesi come l'Italia dove c'era chi credeva che la neutralità o una posizione esitante li avrebbero protetti dall'ondata di distruzione. Lo Stato di Israele è servito da cartina di tornasole per l'intera cultura occidentale. I rivoltosi che incendiano le strade di Parigi e saccheggiano le città europee non odiano solo lo Stato ebraico, per loro Israele è solo un avamposto della civiltà occidentale.

Queste stesse forze stanno minando lo stato di diritto, la libertà individuale, la tradizione e i valori liberali che l'Europa ha coltivato nel corso dei secoli. Il presidente francese che credeva che un cedimento nel suo sostegno a Israele avrebbe placato gli estremisti e calmato gli animi sta ora scoprendo che il fuoco che cercava di placare ha raggiunto la sua porta. E ciò che stiamo vedendo ora in Francia potrebbe essere il precursore per l’Europa occidentale e per gli stati democratici degli Stati Uniti nel loro complesso. Arrendersi alle forze del caos, tentare di contenere la violenza o indebolire la spina dorsale morale non garantirà la pace in Occidente.

SERVE FERMEZZA

L’Occidente deve capire che le forze che giustificano il terrore contro i cittadini israeliani in nome di un'ideologia rivoluzionaria potrebbero domani giustificare la violenza contro i propri cittadini in nome della stessa visione del mondo. L'unico modo per riportare sicurezza, stabilità e legalità nelle strade è opporsi con fermezza, determinazione e senza compromessi all'islam radicale e ai suoi alleati di estrema sinistra, schierandosi al contempo inequivocabilmente a fianco dei valori condivisi e dell'eredità della civiltà libera. E proprio come Israele ha imparato a sue spese, anche l'Europa deve comprenderlo. Arrendersi all'estremismo non porta la pace, fa aumentare il prezzo del prossimo conflitto.

di Shimon Refaeli
vicedirettore dell'Istituto per la Politica di Sicurezza, Movimento per la Sicurezza (IDSF), ex assistente del Ministro degli Affari Strategici, Ron Dermer (traduzione di Michael Sfaradi).

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