Francia e Svezia? Modelli da evitare a causa dell’immigrazione scriteriata di origine extra-europea che ha fatto esplodere l’insicurezza e messo a repentaglio l’identità culturale dei due Paesi.
Non è il solito Donald Trump ad aver espresso questa opinione tranchant, ma il primo ministro danese, Mette Frederiksen, leader del Partito socialdemocratico. In un’intervista concessa al quotidiano conservatore di Copenaghen Berlingske Tidende, Frederiksen ha infatti citato la Francia e la Svezia come esempi nefasti delle conseguenze di un’immigrazione incontrollata.
«Basta guardare alla Francia o alla Svezia. Sono Paesi che sono stati in parte distrutti a causa degli stranieri», ha tuonato l’esponente socialdemocratica. La dichiarazione del premier danese è una risposta alle critiche mosse da esponenti di spicco del Consiglio d’Europa contro la volontà della Danimarca di facilitare l’espulsione dei criminali stranieri. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, in un’intervista rilasciata a inizio settembre a Berlingske Tidende, aveva criticato i piani di Frederiksen per trasferire cittadini stranieri senza diritto di soggiorno in centri di rimpatrio situati in Paesi terzi e accusato il dibattito danese sull’immigrazione di poggiare su affermazioni non sufficientemente supportate da fatti e prove, in particolare quando mette in relazione migrazione e criminalità.
Un’ingerenza giudicata inaccettabile dal premier danese. «Troppe persone sono arrivate in Danimarca. Troppe persone sono arrivate in Europa che non sanno come comportarsi e commettono reati», ha affermato Frederiksen, che difende fin dal suo insediamento alla guida del governo di Copenaghen una linea molto restrittiva in materia di immigrazione e di espulsione degli stranieri autori di reati.
A confermare la politica di tolleranza zero della leader socialdemocratica è un articolo pubblicato ieri da Politico. Mette Frederiksen, il premier italiano Giorgia Meloni e il primo ministro polacco Donald Tusk stanno infatti esercitando pressioni sull’Unione europea affinché inasprisca in modo significativo la propria posizione in materia di migrazione irregolare, secondo quanto riferito in forma anonima da tre diplomatici dell’Unione europea ed emerso in una bozza di testo visionata da Politico.
L’immigrazione «rappresenta una preoccupazione per molti cittadini europei e costituisce una sfida per la coesione delle nostre società... e (sta) incidendo negativamente sui tassi di criminalità», si legge nella bozza. E ancora: «Il Consiglio europeo ha inoltre sottolineato l’importanza di garantire il pieno controllo degli arrivi irregolari, anche evitando misure che potrebbero creare incentivi alla migrazione illegale».