Milano, 22 ott. (Adnkronos) - La Borsa, quando era in mano pubblica, attirava più imprese di quella di oggi, privatizzata nel 1998. E' quanto emerge dal rapporto Indici e Dati dell'Ufficio Studi di Mediobanca, reso noto oggi. Al netto dell'effetto Expandi, che nel 2009 ha fatto affluire sul listino 39 società dell'ex Ristretto, dal 1998 ad oggi il saldo netto tra ingressi ed uscite è stato nullo (numero medio di ingressi pari a quello delle cancellazioni), ma nel decennio precedente (1986-1997), quando la Borsa era in mano pubblica, il saldo era positivo di 4 unità, in media. Nel 2013 si sono delistate da piazza Affari nove imprese, a fronte di una quotazione (Moleskine). Dal 1861 ad oggi si sono quotate in media ogni anno 6,4 società e se ne sono cancellate 4,8, con un saldo positivo di circa 1,5 per anno. Tra il 1951 e il 1970 il saldo è stato mediamente vicino alla parità (3 ingressi e quasi tre uscite). Dal 1971 al 1985 si sono avute in media 5 quotazioni e 3 cancellazioni l'anno (saldo positivo di 2), mentre dal 1986 al 2000 si sono avute 18,5 iscrizioni e 10,7 cancellazioni (saldo positivo di 7,8 unità). Dal 2001 al 2013 le iscrizioni sono calate a 11,4, mentre le uscite sono salite a 13,8, con un saldo negativo di 2,4. Al netto dell'effetto Expandi, nell'ultimo decennio il saldo sarebbe negativo di 6 unità in media dal 2001.