(Adnkronos) - Nel nuovo piano industriale di Intesa SanPaolo l'Italia sarà "l'area di maggior recupero", perché è l'Italia, dove abbiamo avuto la maggior contrazione dei risultati nel corso di questi anni, che è pronta a rappresentare l'area di forte rimbalzo dei risultati". Lo ha affermato il Group Ceo di Intesa SanPaolo Carlo Messina, a margine di un convegno a Milano. "Noi - continua Messina - abbiamo deciso di costruire un piano industriale per costruire una prospettiva di lungo termine per la banca. Ora che abbiamo raggiunto il picco minimo del mercato, è immaginabile una prospettiva di recupero economico. E' ragionevole pensare - conclude - che cresceremo molto di più in Italia rispetto alla crescita che potremo fare all'estero". Intesa Sp: Messina, all'estero crescere in Paesi chiave, ristrutturare Ungheria Intesa SanPaolo vuole "crescere" nei Paesi esteri in cui ha una presenza significativa, mentre intende "ristrutturare" la propria presenza in Ungheria. Lo ha spiegato il Group Ceo Carlo Messina, a Milano. "Noi - prosegue Messina - abbiamo all'estero alcune banche in cui siamo l'equivalente di ciò che è Intesa SanPaolo in Italia. Abbiamo Paesi in cui siamo leader di mercato e dell'economia reale: Croazia (Privredna Banka Zagreb, ndr), Serbia (Banca Intesa Beograd, ndr) e Slovacchia (Vub Banka, ndr). In questi Paesi noi siamo le più grandi banche, con performance molto buone. Ci sono Paesi in cui abbiamo performance meno buone, come l'Ungheria (Cib Bank, ndr), un Paese sul quale stiamo facendo delle riflessioni su una forte ristrutturazione della banca". "Ci sono aree - continua il Ceo - in cui crediamo di poter crescere e aree in cui riteniamo di dover ristrutturare la banca. Una di queste aree è l'Ungheria. Però per noi rimane strategica la presenza internazionale e strategica la diversificazione rispetto all'Italia. Noi siamo molto concentrati in questo Paese" ma, anche se probabilmente nei prossimi anni la maggiore crescita si registrerà in Italia, le banche estere "rappresentano aree di grandissimo interesse, su cui continuare ad investire". "Noi - aggiunge Messina - vogliamo crescere nei Paesi in cui già siamo. Se ristrutturiamo l'Ungheria, credo che quell'area continuerà a generare un forte contributo ai risultati". Quanto ad una possibile espansione in altre aree, Messina frena: "Oggi - dice - non vedo ingressi possibili in altri Paesi. Non esistono le condizioni, le banche sono tutte molto care e io escludo operazioni di crescita esogena. Voglio fare banca - conclude - voglio farla bene dove sto e voglio sfruttare il potenziale incredibile che abbiamo". (segue)