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Immobili: Annoni (Aberdeen), su retail Italia fuori da radar internazionali (2)

domenica 29 dicembre 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - In sostanza, per Annoni, gli speculativi vedono una opportunità, "proprio per la carenza di liquidità". Essi possono "usando prevalentemente la leva, cercare oggetti interessanti". Questo è "un peccato per gli operatori italiani, perché, a nostro avviso, sarebbe proprio questo il momento di guardare al mercato. Anche nel ciclo precedente, all'inizio del 2000, sono stati i fondi speculativi esteri fare le operazioni più importanti. Solamente dopo due o tre anni sono arrivati gli investitori istituzionali italiani". Perché? "E' un problema - afferma Annoni - legato al meccanismo decisionale. I decisori sul mercato italiano sono prevalentemente istituzionali, perché parliamo di operazioni di diversi milioni di euro ed difficile che un privato abbia questa cifra. Così come è difficile avere prestiti dalle banche oggi. Gli investitori speculativi, invece, hanno accesso al credito bancario, dunque accesso a leve importanti oltretutto a condizioni molto vantaggiose". Insomma, se il "settore uffici in tutta Europa si sta dirigendo verso una situazione di overpricing", il contrario sta accadendo nel retail. "In genere chi compera preferisce comperare uffici piuttosto che altri settori come ad esempio centri commerciali o i poli della logistica. Ma tutto ciò ha portato a una riduzione della disponibilità e alla lievitazione dei prezzi. Ecco perché siamo molto favorevoli all'idea che il settore da privilegiare oggi sia proprio quello retail, cioè quello del commercio: perché è meno sensibile al clima economico generale. il settore ufficio è più sensibile alla presenza o meno di multinazionali che vogliono aprire filiali. A livello domestico non ci sono molte società. A livello internazionale si sta ragionando se, con la crisi, entrare o meno in Italia". Certo è che "chi si affaccia oggi sul mercato italiano può fare cherry picking, prendere gli oggetti migliori e avere condizioni anche favorevoli". Oggi, dunque "non per forza ci sono situazioni che favoriscono gli speculativi. Si può anche rischiare poco e avere un ritorno. Il settore commerciale essendo più complesso che richiede però competenze specifiche. Ecco perché pensiamo che il veicolo migliore sia il fondo (che ha vantaggi fiscali) e l'oggetto su cui investire il centro commerciale che, grazie al numero di negozi che annovera al suo interno, può permettersi di variare l'offerta".

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