Milano, 10 mag. (Adnkronos) - Derivati di Unipol nel mirino di Procura e Consob. La voce presente nel bilancio pro forma ma non "sufficientemente chiara" secondo gli esperti interpellati dall'Adnkronos, potrebbe avere riflessi finora non calcolati sul patrimonio netto e mettere a rischio la fusione con Fonsai. L'unione tra Unipol e il polo assicurativo dei Ligresti e' attesa entro fine anno e se fosse siglata su valori non corretti potrebbe avere un risvolto giudiziario: il rischio e' che si prefiguri l'ipotesi di aggiotaggio, ossia quello di aver divulgato notizie false finendo per alterare il mercato. Un aspetto contabile, non solo formale ma economicamente rilevante, su cui la Procura di Milano ha chiesto la collaborazione dell'ufficio 'Analisi quantitative' della Consob, ma i cui risultati non sono ancora stati consegnati. Negli uffici dell'Autorita' di vigilanza il lavoro procede e potrebbe confermare le indiscrezioni secondo cui l'operazione Fonsai- Unipol, e' stata siglata su dati 'falsi' e dunque potrebbe saltare. Un'ipotesi remota, secondo alcuni, visto che l'aumento di capitale del luglio scorso avrebbe gia' sanato l'eventuale 'buco' derivato dalle presunte perdite su titoli strutturati e minori riserve messe a bilancio. Prima il lavoro di alcuni advisor, poi una consulenza consegnata in Procura dal gruppo Ligresti, evidenzia come l'operazione con Unipol, sponsorizzata da Mediobanca, sembri non tener conto di una situazione patrimoniale 'fragile' su cui, nei mesi scorsi, e' stato chiesto all'Isvap allora guidata da Giancarlo Giannini (indagato dalla procura di Torino per concorso in falso in bilancio, ndr) e alla Consob di fare chiarezza, ripristinando un quadro informativo "completo e corretto". Anche in questo caso i riscontri dell'Ivass, l'istituto per la vigilanza sulle assicurazioni succeduto all'Isvap, sono ancora in corso. L'analisi degli organi di vigilanza e il lavoro del pm di Milano Luigi Orsi potrebbero spostare di molto la bilancia, fino al punto di far saltare la maxifusione.