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Funerali Diabolik, omaggio dei tifosi: scritta 'Irriducibili' sulla bara

di AdnKronos domenica 25 agosto 2019

3' di lettura

Roma, 21 ago. (AdnKronos) - Ultimo saluto a Fabrizio Piscitelli, l'ultras della Lazio ucciso con un colpo di pistola il 7 agosto scorso nel parco degli Acquedotti a Roma. Il funerale oggi al Divino Amore. La cerimonia, a cui hanno partecipato familiari e amici, si è svolta con compostezza. Particolarmente toccante il momento in cui il padre ha baciato la bara, ma per dirgli addio sono arrivati da tutta Italia. Tifosi della Lazio ma anche interisti, milanisti e veronesi della Hellas insieme nel piazzale ai piedi del santuario. Al suo arrivo, in un blindatissimo santuario, il feretro di Diabolik è stato accolto da un lungo applauso. "Da veri laziali battiamo le mani" è stato il coro intonato davanti al carro funebre. Alcuni tifosi hanno fatto il saluto romano. Davanti alla bara una grande bandiera nera, con la scritta rossa Diablo e il disegno degli occhi del personaggio dei fumetti. La stessa immagine è raffigurata sulle magliette che indossano la gran parte dei tifosi venuti per dare l'ultimo saluto al leader degli 'Irriducibili'. Una bara nera e lucidissima con ai lati la scritta grande 'Irriducibili', naturalmente bianca e celeste, e davanti gli occhi del personaggio dei fumetti dal quale Piscitelli aveva "preso" il nome di battaglia è stato l'omaggio della sua curva, la curva nord biancoceleste. Solo cento gli ammessi alla cerimonia, concessione strappata dopo il divieto di celebrare le esequie di Diabolik in forma solenne e pubblica. Molti di più quelli che si sono radunati fuori, tanti tantissimi, tenuti sotto stretto controllo da un dispiegamento ingente di forze dell'ordine - oltre 300 gli uomini in campo tra poliziotti, carabinieri e finanzieri - e agenti della polizia locale. Tra i presenti Valerio Arenare e Stefano Schiavulli, di Forza Nuova. C'era anche Cristiano Sandri, il fratello di Gabriele ucciso con un colpo di pistola l'11 novembre 2007 a seguito di scontri tra tifoserie sull'autostrada A1 Milano-Napoli. Sono passati tre mesi da quando, a Casal Bruciato, i poliziotti lo denunciarono per aver urlato 'Ti stupro' alla madre rom della numerosissima famiglia che ottenne l'appartamento popolare in via Satta tra proteste e cortei. Oggi, nel piazzale del santuario del Divino Amore, c'era anche lui, il giovane diventato "famoso" per la frase choc pronunciata durante la 'rivolta' di Casal bruciato. Terminata la messa il personale dell'agenzia di pompe funebri stava approntando il carrello per mostrare la bara di Fabrizio Piscitelli, marchiata con l'effige degli Irriducibili ai tifosi accorsi al santuario del Divino Amore, ma la polizia ha impedito la manovra. Ci sono stati attimi di tensione davanti alla chiesa del Divino Amore per il divieto ai tifosi di portare a spalla fin giù al piazzale il feretro di Diabolik, atteso da questa mattina dai "suoi" ultras. Impossibile il corteo. Il feretro è stato salutato un'ultima volta dagli Irriducibili prima di essere portato via dal carro funebre. Intorno al carro i familiari, alcuni amici e una delegazione degli 'Irriducibili' che hanno vissuto in forma privata il loro dolore prima del tributo collettivo al capo ultras, in forma composta come hanno chiesto i familiari. Nel piazzale, gli 'Irriducibili', come da richiesta della famiglia di Piscitelli, hanno sistemato un banchetto per la raccolta fondi in favore della Lega italiana fibrosi cistica Lazio. La scritta 'Diablo' è rimasta, invece, su uno striscione appeso a due passi dalla panchina, dove è stato freddato con un colpo di pistola alla testa. Qui, in questo angolo di via Lemonia, dove il parco degli Acquedotti continua ad essere frequentato da runner e bambini, i tifosi e gli amici del leader degli Irriducibili hanno ricreato una sorta di curva (FOTO). Tra le corone degli amici anche quella della tifoseria gemellata del West Ham e di Casapound Italia.

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