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Elezioni europee, la proiezione del nuovo Parlamento Europeo: perché Salvini è l'ago della bilancia

di Gino Coala domenica 26 maggio 2019

2' di lettura

La maggioranza del prossimo Parlamento europeo dovrà basarsi su equilibri diversi rispetto a quelli che finora hanno retto il dominio del Ppe e del Pse. Le prime proiezioni diffuse da Europe elects, il servizio statistico ufficiale della Commissione europea, parlano chiaro: l'alleanza tra socialisti e popolari non ha più i numeri per poter reggere da sola, visto che finora, quando ancora mancano i dati di alcuni paesi compresa l'Italia, entrambi i gruppi hanno perso più di 100 parlamentari. Leggi anche: Elezioni Europee, il dato dell'affluenza alle 19: perché Salvini può sorridere Un crollo arrivato dopo il risultato poco lusinghiero, per esempio, di Angela Merkel in Germania, dove il suo Cdu-Csu è rimasto il primo partito tedesco, ma con il risultato più basso nella sua storia. E peggio va in generale ai partiti di centrosinistra, che finora non riescono a mettere insieme più di 141 seggi. Non basta il boom dei Verdi, che guadagnano 22 seggi, per compensare l'emorragia filo-europeista. Né tanto meno la crescita del gruppo liberale dell'Alde, alla quale aderiranno i parlamentari di Emmanuel Macron, portando il gruppo centrista a 102 seggi. Un'alleanza con loro per il Ppe e i Socialisti rischia di essere dispendiosa, soprattutto quando si tratterà di comporre la nuova Commissione europea: i liberali non vorranno certi accontentarsi, sapendo di essere indispensabili alla futura maggioranza, al momento ferma a 306. Leggi anche: La proiezione dei seggi nel nuovo Parlamento europeo: i dati ufficiali La soglia da raggiungere per ottenere la maggioranza è di 326 seggi. Un obiettivo più che raggiungibile se per esempio il Ppe dovesse decidere di stringere alleanze con le nuove forze sovraniste che si stanno affacciando nel Parlamento Europeo. La maggioranza sarebbe stabile con il sostegno di Viktor Orban, che aprirebbe le porte ai francesi della Le Pen e naturalmente ai leghisti di Matteo Salvini. Proprio i dati dall'Italia a questo punto diventano quelli più attesi, un risultato trionfale del Carroccio, magari sopra il 30%, rappresenterebbe per Salvini un bottino appetibile di seggi, ossigeno per un Ppe ormai con il fiatone.

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