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Design: Ied Milano sposa 'Fashion Revolution', al via progetto di riuso creativo

di AdnKronos domenica 27 gennaio 2019

3' di lettura

Milano, 24 gen. (Labitalia) - Riduci, ripara, ricicla, riconverti, reinventa, recupera, reindossa. E, soprattutto, riscopri l’originalità dell’usato rispetto all’accelerazione dei consumi. Sono le parole d’ordine della campagna di comunicazione e formazione 'Fashion Revolution', fondata da Orsola de Castro e Carry Somers nel 2013 e che l’Istituto europeo di design di Milano sposa nell’anno accademico in corso lanciando l’iniziativa 'Being Cool is Nothing New'. Un progetto educational multidisciplinare sul riuso creativo, che coinvolgerà gli studenti delle quattro Scuole Ied - Moda, Design, Arti visive e Comunicazione - con lo scopo di sensibilizzare le giovani generazioni sul tema della sostenibilità, proponendo la customizzazione e la riconversione creativa dell’usato (abiti, oggetti, accessori) come alternativa al 'nuovo su nuovo', all’acquisto continuo di nuovi capi (spesso di bassa qualità) con il conseguente spreco di risorse, aumento dei rifiuti, omologazione. Il progetto confluirà in autunno in un grande evento in Ied Milano, in cui verranno presentati gli output della progettazione e in cui gli studenti - attraverso workshop esperienziali - trasmetteranno il saper fare acquisito ai propri coetanei e ai ragazzi delle scuole superiori, confidando nell’importanza e nella funzione di responsabilizzazione della formazione tra pari. L’accento andrà proprio sull’importanza del comprare usato (anche nei charity shop), del trasformare, riparare, personalizzare per diventare così dei consumer-traders, imparando a pensare creativamente, a lungo termine e in modo consapevole su ciò che si indossa. Perché dunque una Fashion 'Revolution'? Perché il progetto stimolerà una vera (RI)generazione, che guarda all’usato e alla personalizzazione come una risorsa, un segno distintivo, uno slogan per cambiare il mondo e sovvertire la cultura della produzione di massa e dell’accelerazione dei consumi, a vantaggio della riscoperta dell’unicità e dell’originalità attraverso l’usato e lo scarto, e la loro auspicabile appartenenza al Futuro. Trattandosi di un progetto multidisciplinare, gli studenti dei vari corsi saranno coinvolti in prima persona anche nell’ideazione e nella gestione dell’evento stesso, oltre che nel racconto finale dell’iniziativa e dei suoi contenuti, sfruttando tutte le professionalità che Ied mira a formare. Pertanto, dopo una prima fase di ricerca e di definizione dello scenario in cui ci si muoverà, gli studenti verranno suddivisi in team creativi, che cureranno i vari aspetti dell’evento (scenografia e installazioni video/sound/media; contenuti dei workshop; materiali visivi e fanzine; design & customising di capi e accessori; comunicazione dell’evento). “Non vedo l’ora di seguire questo progetto con gli studenti e gli educatori Ied. Per invogliare e ispirare le nuove generazioni a cambiare uso e stile a favore di una moda più sostenibile ci vuole una visione coraggiosa e irriverente e lo Ied è un punto di partenza cruciale per parlare di sostenibilità da un punto di vista creativo. La moda può cambiare il mondo, se incominciamo dagli studenti", ha affermato Orsola de Castro in una 'conversazione' in Ied Moda Milano per il lancio di Being Cool Is Nothing New. “Il 2019 sarà per Ied in via definitiva - ha sottolineato Sara Azzone, direttore della Scuola di Moda Ied Milano - l’anno della sostenibilità, per cui teniamo davvero molto a questa collaborazione con Fashion Revolution. Pensiamo, infatti che, come formatori, possiamo svolgere un ruolo essenziale nel facilitare un vero e sempre più necessario cambio di paradigma. Siamo partiti in questa direzione già a inizio gennaio, in occasione di Pitti Immagine Uomo, con un progetto di moda sostenibile in partnership con il Consorzio Italiano Implementazione Detox (Cid), che si lega a Ied dopo aver aderito alla campagna Detox di Greenpeace volta a sensibilizzare i grandi brand del settore a lavorare in sinergia con i propri fornitori e rendere la moda libera da sostanze tossiche. Ora, con 'Fashion Revolution', investiamo sull’educazione al riuso creativo”.

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