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Marco Greco canta 'Tutta mora' e fa rivivere Fausto Mesolella

domenica 21 gennaio 2018

2' di lettura

Roma, 19 gen. (AdnKronos) - "Tutta Mora" è il titolo del nuovo singolo del cantautore romano Marco Greco, da questa settimana in radio e negli store digitali. Marco è l'ultima scoperta del maestro Fausto Mesolella, lo stimato chitarrista, compositore e arrangiatore, anima musicale degli Avion Travel, prematuramente scomparso nel marzo scorso. "Tutta mora" anticipa, infatti, l'album di inediti di Marco Greco che uscirà a marzo e che è stato prodotto e arrangiato proprio da Mesolella. I due si erano conosciuti quando Greco aveva vinto nel 2016 il Premio Fabrizio de Andrè. "Fausto era in giuria - ricorda Marco Greco - e ci piacemmo subito. Cominciammo a parlare e nacque subito l'idea di fare un disco insieme. Disco che lui ha seguito con enorme dedizione fino all'ultimo". "Tutta Mora" è il racconto su ritmi mediterranei e caraibici di un amore frizzante, ambientato in una piccola città, che bisbiglia, desidera e invidia i due amanti. Piccola città che nel videoclip è stata ricreata a Trastevere: "In fondo Trastevere è uno dei pochi quartieri romani che sembra davvero un paesino, con i suoi vicoli stretti, le piazzette, le persone sedute al bar", sottolinea Greco. Quasi tutti i brani del disco che uscirà a marzo parleranno d'amore: "Io non credo che le canzoni d'amore siano di disimpegno, anzi credo che sia la forma più alta di impegno, quello emotivo, che ti espone per quello che sei nell'intimità", dice il cantautore, la cui produzione affonda le radici nel cantautorato italiano classico da Domenico Modugno a Luigi Tenco, a Lucio Dalla, e si evolve musicalmente verso sonorità mediterranee, frutto di una contaminazione tra elementi del flamenco, della rumba afrocubana, della musica popolare italiana e anche greco-balcanica. Nel disco ci sarà anche un brano, 'Il maestro sta in cielo', che è dedicato proprio a Fausto Mesolella, ma che Greco aveva scritto prima della scomparsa del musicista degli Avion Travel. "È l'unico brano del disco che Fausto non ha potuto sentire, perché pensavo di fargli una sorpresa ma purtroppo è stata la sorte a sorprendere tutti noi. Il titolo è una frase che lui diceva sempre a chi lo chiamava maestro. E il testo racchiude proprio la sua grande umanità", dice Greco che sottolinea il "duplice e decisivo contributo" dato da Mesolella all'album: "Da un lato ha dato una veste più matura, preziosa ed evocativa alla musicalità dei brani, lavorando come un pittore sugli arrangiamenti con esiti davvero raffinati, e dall'altro mi ha insegnato a fare musica con passione e dignità, senza concessioni alle scorciatoie furbe. La sua era una ricerca della bellezza senza mediazioni e credo che questo album incarni la sua filosofia", conclude in cantautore.

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