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Shoah: in Consiglio regionale veneto Romanin Jacur ricostruisce percorso antiebraismo

domenica 28 gennaio 2018

2' di lettura

Venezia, 25 gen. (AdnKronos) - A palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, in occasione delle celebrazioni della Giornata della Memoria 2018, si è svolto oggi un incontro - che ha visto quale relatore l’ingegnere David Romanin Jacur, membro del Consiglio nazionale Ucei - incentrato sulla ricostruzione del percorso storico della radice dell'antiebraismo e, in particolare, su come si è potuto giungere a Pogrom, leggi razziali e Shoah. Il Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti ha introdotto il seminario portando i saluti istituzionali e sottolineando come “a ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, siamo oggi chiamati a fare i conti con la storia e a ricordare i tragici fatti del nostro passato, soprattutto in un’epoca in cui il trasformismo dilagante cerca di cancellare le responsabilità e le colpe. La celebrazione, una volta all’anno, della Giornata della Memoria non si deve mai trasformare in un rituale ripetitivo e vuoto di significato, perché una società che non sa ricordare è destinata, purtroppo, a ripercorrere, nel dipanarsi della Storia, le stesse tragiche strade e a compiere le stesse scelte scellerate del passato. Per questo domani, assieme a diversi consiglieri regionali, sarò presente in Ghetto, a Venezia, per rinnovare la memoria storica di una tragedia immane che non dovrà più ripetersi”. Enrico Levis, consigliere della Comunità Ebraica di Venezia ha sottolineato: “E’ importante celebrare la Giornata della Memoria in modo efficace e preciso, senza ricorrere a stereotipi, soprattutto di fronte a un pericoloso ritorno del concetto di razza; a ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali, che hanno segnato una data drammatica per tutto il popolo ebraico, si parla nuovamente di razze, in modo assolutamente improprio, e in particolare della razza bianca che sarebbe messa in pericolo dall’invasione di extracomunitari, richiamando tragicamente concetti quali razzismo, prevaricazioni, persecuzioni e stermini. La crisi della Politica e la mancanza di conoscenza storica portano a uno sradicamento della memoria. Per questo, assume un significato pregante la nomina a senatore a vita, da parte del Presidente della Repubblica, di Liliana Segre, una delle ultime superstiti del massacro di Auschwitz, in cui persero la vita, per la feroce mano dei nazisti, circa 300 mila ebrei”.

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