Silvio Berlusconi e Matteo Renzi. Alessandro Sallusti non ha dubbi: sulla scena politica ci sono solo loro, a maggior ragione dopo la riforma del Senato. "il primo partito dell'opposizione decisivo per tenere in piedi la baracca. Eppure si riesce ad approvare una legge che cambia la storia. Bizzarro no? Funziona poco o nulla se non l'asse tra due signori, Berlusconi e Renzi, che hanno in comune la lucida follia di chi vede oltre". Il direttore del Giornale fa inoltre notare come un anno fa fossero entrambi nella "palta". Berlusconi fresco di condanna e "in procinto di essere radiato dal Senato e Renzi alle prese con una scalta del Pd tutt'altro che scontata". Un anno dopo restano in sella e all'orizzonte non si vede altro. Forza Italia è decisiva e Renzi non può più prescindere dagli azzurri. In prospettiva ci sono la riforma elettorale e le riforme economiche. Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano parla di loro: Renzi e Berlusconi, ovviamente la prospettiva è ribaltata rispetto a quella di Sallusti. L'editorialista del quotidiano diretto da Antonio Padellaro, parla di "affinità elettive fra il maestro Silvio e l'allievo Matteo", mette in evidenza gli abbracci e i baci che in Senato si scambiavano i due schieramenti e, non resiste alla tentazione di tirare dentro Arcore in chiave "travagliana". Scrive: i pissi pissi e gli strusciamenti tra piddini e forzisti: scene hardcore, anzi Arcore, che preludono a matrimoni, misti e fecondazioni eterologhe incrociate". E maligna: "Non è più neanche questione di inciuci e larghe intese. E più e peggio: indem sentire, comunanza di intenti e spesso di interessi, pensiero e linguaggio. Due cuori e una capanna". Travaglio rosica perché il Cav, che lui credeva definitivamente affossato, è ancora indispensabile per il governo. Lo dicono i numeri. Credeva che Berlusconi con la condanna sparisse dalla scena e invece...