La scorsa primavera, Matteo Renzi era stato parazzato (finendo poi sulle pagine del settimanale "Chi") durante una partitella di calcio giocata a torso nudo. E per descrivere la sua forma fisica, c'era chi aveva coniato il termine di "lardominali", volendo descrivere senza infierire fianchi e panza di quello che di lì a qualche mese sarebbe diventato il segretario del Partito democratico. Erano i giorni della fibrillazione dei Palazzi, prima per la nomina del presidente della Repubblica e poi per la nascita del governo Letta. Le elezioni politiche erano passate da un paio di mesi, le primarie Pd da quattro. E il sindaco rottamatore era in uno dei (rari) momenti di relativo relax da quando si è messo in testa di scalare il Paese. Sono passati nove mesi. Nei quali Renzi si è sparato due mesi di campagna elettorale per le nuove primarie Pd, è stato eletto segretario, ha fatto la squadra e iniziato la battaglia per avviare le riforme. Gli ultimi giorni, quelli dell'intesa con Forza Italia, sono stati i più duri, con gli attacchi da una parte del suo stesso partito che hanno raggiunto livelli mai visti di "fuoco amico". E tutto lo stress non deve aver fatto bene al rottamatore. Ora, in queste circostanze c'è chi perde peso paurosamente e chi ingrassa. Il segretario Pd fa parte di quest'ultimo gruppo, quello che mangia per compensare e mette su chili. Pancia, sedere, (doppio) mento. Nella direzione del Pd di oggi, Renzi sembrava quasi scoppiare nella famosa camicia bianca che è diventata il suo abito d'ordinanza. E di questo passo, il mitico "Renzie" (quello del giubbottino di pelle alla Fonzie) rischia di trasformarsi in "Bombie". Ancora qualche chilo e Matteo farà meglio a cambiare la camicia bianca con una nera: lo scuro smagrisce, no?...