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Renzi cattivo allievo sulla strada dei prof Monti e Letta

di Maurizio Belpietro domenica 5 ottobre 2014

2' di lettura

Sono trascorsi quasi tre anni da quando Mario Monti si presentò all’appuntamento con Angela Merkel dicendo di aver fatto i compiti a casa. Da allora molte tasse sono passate sotto i ponti - a occhio direi almeno un'ottantina di miliardi - ma il problema rimane sempre quello di tre anni fa: i compiti a casa. Dunque, anche se ora Matteo Renzi riuscirà a trovare il denaro necessario a tappare le falle della legge di stabilità - si parla di altre tasse, circa 50 miliardi da qui al 2019 - si torna sempre lì, ai compiti a casa, ossia a un bilancio che non sta in piedi, perché le uscite sono sempre troppe e le entrate, anche se le imposte aumentano, sono sempre troppo poche. La questione del resto è molto semplice. L’Italia ha un enorme debito pubblico accumulato in settant’anni di repubblica. Questo debito, pur beneficiando di un periodo di interessi bassi come quello attuale, genera anno dopo anno nuovi debiti, perché ogni titolo di Stato paga agli investitori una cedola, indipendentemente da come vadano le cose per la nostra economia. Stante la situazione, per riuscire a riequilibrare il nostro sgangherato bilancio pubblico ci sono solo due vie: o guadagnare di più oppure spendere di meno. Per guadagnare di più bisognerebbe però produrre di più e vendere di più, ossia far aumentare il Prodotto interno lordo, in modo che crescendo l’economia crescano anche le entrate derivanti dall'imposizione fiscale. In alternativa occorre tagliare le spese, ossia mettere a dieta la struttura dello Stato, in modo che degli oltre 800 miliardi pubblici avanzi qualche cosa da destinare alla riduzione del debito. Purtroppo per noi, nessuno di questi due compiti a casa viene seriamente preso in considerazione dai nostri governi, i quali posti di fronte al bivio di far crescere il Pil o far dimagrire il bilancio dello Stato, vanno in cerca di una terza via, ovvero di far quadrare i conti aumentando la pressione fiscale. Leggi l'editoriale di Maurizio Belpietro su Libero in edicola oggi 3 ottobre o acquista una copia digitale del quotidiano    

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