(Adnkronos) - Oggi, fin da piccoli, molti bambini sono capaci di utilizzare i computer, di navigare su internet o di usare dispositivi mobili come tablet e smartphone. Tuttavia, sostiene Angiolino, i ragazzi non hanno abbandonato i giochi più tradizionali: "a metà anni novanta, Magic e altri giochi di carte e figurine hanno avuto un successo enorme", nonostante la diffusione di console, all'epoca, tecnologicamente avanzate. I giochi da tavolo non si limitano a sopravvivere. Ma "invadono il campo", quello elettronico, con la diffusione di numerose app che li riproducono in versione digitale. Marta Valsecchi, responsabile ricerca dell'Osservatorio mobile app del Politecnico di Milano, spiega: "La spesa degli utenti in applicazioni per dispositivi mobili vale oggi, in Italia, circa 300 milioni di euro. La componente relativa all'intrattenimento vale la stragrande maggioranza di questa cifra. Nella classifica fra le app più acquistate figurano anche quelle relative ai giochi da tavolo, come monopoli e risiko, e a quelli di carte, come scopa, briscola e uno". Angiolino riconosce la consistenza del fenomeno app, ma resta convinto della forza dei giochi tradizionali: "Anche io ho scaricato un'app di biglie, per divertirmi con mia figlia quando manca un vero spiazzo e vere biglie. E lo stesso vale per i giochi in scatola. Le app sono un surrogato, quando non si dispone di un bel tabellone per le pedine. Quando abbiamo questa possibilità, non c'è proprio paragone tra un dispositivo elettronico e far rotolare i dadi con le proprie mani ".