(Adnkronos) - Quando si parla degli Agricantus non si possono separare musica e parole, forma sonora e sentimento sottostante. L'album, scritto integralmente in lingua siciliana, presenta molti testi in endecasillabi e con una preponderante ricerca della rima strofica. Tale metrica e tale struttura sintattica prevalgono anche nella musica e nella poesia di tradizione orale siciliana e in gran parte di quelle orali e letterarie italiane. Musicalmente hanno scelto di ritornare a una dimensione più umana, rivolta al suonare insieme e con strumenti "veri", nell'intento di mitigare l'attuale ubriacatura tecnologica collettiva che tende a rimuovere velocemente il passato. Tutti i musicisti hanno suonato diversi strumenti nei vari interventi, limitando così l'uso dei campionamenti a qualche suono percussivo di contorno o a qualche sonorità elettronica di supporto. Gli strumenti utilizzati sono duduk armeno, maui xaphoon, ney persiano, bifara e marranzanu siciliani, didjeridoo aborigeno, arghoul egiziano, zummara libiche, bansuri indiano, guimbrì marocchino, qraqeb berbere, darbouka magherbina, cajon latino, riq egiziano, tamburello e tammorre, mandolino, mandola e mandoloncello, e il violino. Tutti gli strumenti sono suonati sia con le tecniche tradizionali tipiche sia con tecniche provenienti da altre culture.