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Sicilia: arresti Carabinieri, cosi' i regionali infedeli intascavano soldi pubblici

domenica 17 novembre 2013

1' di lettura

Palermo, 12 nov. - (Adnronos) - Sono tredici i dipendenti regionali siciliani finiti agli arresti domiciliari e due imprenditori in carcere nell'operazione 'Iban' eseguita all'alba di oggi dai Carabinieri del Comando provinciale di Palermo. L'indagine era partita nel 2012 dopo la segnalazione dell'ex direttore della Formazione, Ludovico Albert. I regionali infedeli, come hanno scoperto poi gli investigatori, avevano messo su un vero e proprio sistema per intascare soldi pubblici. Soldi che erano destinati alle casse della Regione e che invece finivano sui conto correnti dei dipendenti finiti oggi agli arresti domiciliari. Le accuse sono, a vario titolo, di peculato, truffa aggravata nei confronti dello Stato, turbata libertà degli incanti, falsità materiale e ideologica. L'inchiesta e' coordinata dal Procuratore aggiunto di Palermo, Leonardo Agueci, che coordina il pool reati contro la pubblica amministrazione.

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