Caltanissetta, 21 mag.- (Adnkronos) - "Io in via D'Amelio c'ero solo fisicamente. Ma quello che rimane nella mia memoria e' che la borsa e' transitata solo per pochissimo tempo nelle mie mani, perche' non avevo titolo per tenerla, l'ho consegnata a un ufficiale dei carabinieri. Se materialmente l'ho presa io o me l'hanno consegnata non me lo ricordo. La cosa importante e' che l'ho avuta in mano e l'ho consegnata a un ufficiale". Lo ha detto il giudice Giuseppe Ayala rispondendo ai pm del nuovo processo Borsellino, che si celebra davanti alla Corte d'Assise di Caltanissetta. Sono cinque gli imputati alla sbarra. Ayala, che prosegue oggi la sua deposizione iniziata nella scorsa udienza, sta ripercorrendo i momenti succesivi alla strage di via D'Amelio del 19 luglio '92 in cui morirono il giudice Paolo Borsellino de cinque agenti della sua scorta. Durante la deposizione, Ayala, ricorda ai pm Stefano Luciani e Nico Gozzo, che a fare emergere la vicenda della borsa di Borsellino sarebbe stato proprio lui: "E' da me che nasce la vicenda della borsa, quando seppi dell'agenda di Paolo". Racconta anche che dopo la strage di via D'Amelio, quando lui era parlamentare, gli fu rafforzata la scorta e gli venne consigliato di diradare le sue visite a Palermo. "Mi venne anche prospettata la possibilita' di utilizzare un'auto che potesse captare da lontana la presenza di esplosivo. Ma poi non se ne fece niente perche' avrebbe provocato interferenze con la presenza di un pacemaker".