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Quirinale, Renzi al bivio: la tentazione anti-Giorgio potrebbe costargli cara

Prendere la tessera numero uno del partito degli sfascisti non conviene al sindaco di Firenze, meglio indossare gli abiti del corazziere democratico
di Nicoletta Orlandi Posti domenica 18 agosto 2013

2' di lettura

Al di là dello spiraglio sulla grazia aperto da Giorgio Napolitano per Silvio Berlusconi, che comunque viene superato dal Pd puntando sulla via parlamentare dell'applicazione della legge Severino sull'incandidabilità, c'è un passaggio della dichiarazione del capo dello Stato cui i dem guardano con attenzione: è quello in cui afferma che "fatale sarebbe una crisi del governo", perchè porterebbe "instabilità e incertezza". Un passaggio che rassicura i filo-governativi, ma non i democrat 'malpancisti' nei confronti delle larghe intese, che poco gradiscono la 'blindatura' del governo Letta e la conseguente chiusura a soluzioni alternative, a partire dal voto: "Napolitano salva la sua creatura", ha commenta ieri a caldo uno di loro. In questo contesto sarà importante vedere come si muove Matteo Renzi. Claudio Cerasa oggi sul Foglio tratteggia le strade che il sindaco di Firenze, segretario in pectore del Pd e possibile candidato premier, si trova di fronte. Renzi potrebbe essere tentato, per accelerare la caduta del governo, "dall'intestarsi la guida di quel partito che intravede nell'argine di Napolitano e nella declinazione del suo principio della realtà un pericoloso ostacolo sul proprio itinerario". L'altra strada, quella che in molti gli stanno suggerendo, è quella di iscriversi al partito di Napolitano e costruire in sintonia con il Re della Repubblica il suo personale percorso politico. Altre strade, per Cerasa, non si vedono: "Il sindaco, se sarà abile a muoversi nei prossimi mesi a leggere con intelligenza con intelligenza la nota di ieri del Quirinale, capirà presta che la sua forza futura sta tutta lì: nell'indossare con intelligenza gli abiti del corazziere democratico e fare di tutto per convincere il paese che Renzi, nonostante una certa confidenza con le ruspe, non ha alcuna intenzione di predere la tessera numero uno del partito degli sfascisti".

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