Roma, 21 nov. (Adnkronos Salute) - Una rete di sorveglianza e riferimento per il Mediterraneo; la formazione di tecnici per la biosicurezza; piani nazionali per la gestione del rischio; un sistema di allerta precoce. Sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti dopo 7 anni di attività dal Network EpiSouth, presentati a Roma all'Istituto superiore di sanità durante la conferenza finale del Progetto EpiSouth-Plus, organizzata dall'Iss, con la partecipazione di delegati provenienti da Paesi della regione del Mediterraneo, da organizzazioni internazionali (Commissione europea, European Center for Diseases Control, Organizzazione mondiale della sanità) e dal ministero della Salute. Gli esperti hanno presentato le attività svolte da EpiSouth. Questi, più nel dettaglio, gli obiettivi raggiunti: la creazione di una rete regionale di laboratori di riferimento per il Mediterraneo a supporto delle attività di sorveglianza e risposta, nell'ambito della quale, a seguito di un'indagine per identificare le necessità dei Paesi partecipanti, sono stati condotti corsi formativi sulla biosicurezza in relazione a specifici agenti infettivi che hanno coinvolto 37 tecnici provenienti da laboratori di 22 Paesi; supporto allo sviluppo di piani nazionali di preparazione e controllo e di procedure per la gestione del rischio sanitario, nell'ambito del quale sono stati condotti corsi di formazione per oltre 50 operatori di sanità pubblica provenienti da tutti i 27 Paesi del network, e da un esercizio di simulazione che ha coinvolto oltre 100 partecipanti da 21 Paesi. E ancora: un sistema di allerta precoce ed Epidemic Intelligence transfrontaliera, nell'ambito del quale sono stati condotti corsi di formazione e stage a cui hanno partecipato 8 operatori di sanità pubblica di 6 Paesi, ed è stato consolidato l'utilizzo di una piattaforma comune, con accesso riservato agli 80 focal points dei 27 Paesi della rete EpiSouth, per la condivisione di allerta ed informazioni di carattere internazionale e regionale; valutazione di aspetti nazionali/internazionali che possano facilitare l'implementazione del regolamento sanitario internazionale (IHR-2005), nell'ambito della quale è stata effettuata un'indagine per valutare il coordinamento per la sorveglianza tra il sistema sanitario nazionale e le autorità competenti ai punti di ingresso anche attraverso visite in loco in 4 Paesi (Italia, Giordania, Malta e Marocco). Il Network EpiSouth include 27 Paesi del Sud-Est Europa, Nord-Africa, Balcani e Medio-Oriente (10 dall'Unione europea e 17 esterni all'Ue) e costituisce quindi il più grande sforzo collaborativo di questo tipo tra i Paesi della regione mediterranea. Da ottobre 2010, con l'approvazione di una nuova fase del Progetto (EpiSouth-Plus), il network si è focalizzato sull'aumento della sicurezza sanitaria nell'area del Mediterraneo e del Sud-Est Europa, favorendo e rafforzando la preparazione a comuni minacce sanitarie e rischi biologici, sia a livello nazionale che regionale. EpiSouth Plus è co-finanziato dall'Ue DG-Sanco/Eahc e DG-Devco/EuropeAid per un totale di 3,9 milioni di euro, insieme con gli Istituti di salute pubblica e i ministeri della salute coinvolti nell'iniziativa. Il Progetto riceve anche un contributo finanziario dal ministero della Salute italiano e un contributo tecnico dall'European Center for Diseases Control.