(Adnkronos) - Negli ultimi quattro anni, dagli eventi di Messina nell'ottobre 2009 a quelli di questi giorni in Sardegna, la cifra stanziata per le emergenze supera il miliardo di euro. Una follia. Nello stesso periodo di tempo (2010-2013) la cifra effettivamente erogata per interventi di difesa del suolo, ovvero per la prevenzione, è stata di circa 350 milioni circa, pari a un terzo di quanto abbiamo speso in emergenza. Più nel dettaglio, dai fatti di Messina a quelli di Olbia, dalle ordinanze emesse, si contano circa 45 eventi in 15 regioni per cui sono stati stanziati fondi per ripagare i danni post emergenza, per un totale di 1,1 miliardi di euro, circa 800 mila euro al giorno. Solo negli ultimi 12 mesi sono stati 8 gli eventi per cui sono stati stanziati 77 milioni di euro. Cifre che saranno appena sufficienti a ripristinare i servizi prioritari e coprire le spese dell'emergenza. Su fronte della prevenzione, i 350 milioni effettivamente erogati per interventi di difesa del suolo sono calcolati in base allo stato di avanzamento dei progetti finanziati dal ministero dell'Ambiente con i piani e i programmi d'interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico (Progetto Rendis di Ispra). Si tratta di risorse destinate solo a finanziare interventi puntuali sul territorio, piuttosto che utilizzate per mettere in campo un'efficace opera di prevenzione a tutto campo. E anche quest'anno i nuovi fondi per la prevenzione sono troppo pochi, denuncia Legambiente. La legge di stabilità sblocca 1,3 miliardi di euro per interventi immediatamente cantierabili in attuazione degli Accordi di programma fatti negli anni scorsi con le Regioni per far fronte alla somma urgenza e stanzia solo 180 nuovi milioni divisi in tre anni: 30 milioni per il 2014, 50 per il 2015 e 100 per il 2016.(segue)