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Sanita': Remaschi (Pd), da giunta toscana su 118 nuova marcia indietro

domenica 22 dicembre 2013

2' di lettura

Firenze, 19 dic. - (Adnkronos) - "La mia posizione sulla vicenda delle centrali operative del 118 è chiara da sempre: ferma sul rispetto della delibera di Giunta 1235 del dicembre 2012, documento al tempo discusso e condiviso anche dalla commissione da me presieduta. A distanza di un anno da quell'atto, l'assessore Marroni ha fatto approvare dalla Giunta una delibera che contraddice quanto al tempo deciso. Un'ennesima brusca frenata, dettata, appare evidente, più da pressioni politiche provenienti dai territori che da ragioni tecniche". Lo ha detto Marco Remaschi (Pd), presidente della Commissione Sanita' del Consiglio regionale della Toscana, a proposito della riorganizzazione delle centrali del 118 deliberata dalla Giunta regionale. "La montagna ha quindi ancora una volta partorito il topolino: la delibera approvata lunedì scorso dalla giunta, senza alcuna iniziativa di coinvolgimento preventivo della IV Commissione, disegna un assetto poggiato su 6 centrali operative, giustificando tale decisione come sintesi di un lavoro di studio ed analisi prodotto da una specifica commissione tecnica istituita ad hoc. Ebbene - ha continuato Remaschi - è proprio questo stesso organismo, contraddicendo quanto pubblicamente dichiarato dall'assessore Marroni, a negare l'efficacia di tale provvedimento che invece avrebbe fin da subito dovuto individuare 3 centrali (una per ogni area vasta, affidate ad un coordinamento regionale) come recitava, del resto, proprio la delibera 1235 dell'anno passato che ricordavo pocanzi". "Come non pensare che questo documento non intenda rappresentare un nuovo, misero contentino per quei sindaci che, nei mesi scorsi, hanno fatto la voce grossa per salvare le loro centrali; ed ancora, mi chiedo come possa la Giunta regionale tutta, assecondare provvedimenti di così scarso contenuto? Si conferma una volta di più- sottolinea Remaschi - la mancanza di una visione alta del futuro delle politiche per la salute della Toscana, sistema che continua a pagare la mancanza di un piano socio-sanitario capace di garantire una univoca programmazione dei servizi in Toscana: questa brutta vicenda ne è l'ennesima prova". (segue)

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