(Adnkronos) - L'esposizione ricostruisce le biografie delle persone implicate, per dare un volto sia ai persecutori, sia alle vittime. Si raccontano le vicende avvenute all’interno del Collegio Militare dopo l’arresto, quelle relative alla deportazione, alla selezione sulla 'Judenrampe' a Birkenau e all’uccisione delle persone dichiarate 'inabili'. Uno sguardo particolare sarà rivolto al mondo esterno: all’atteggiamento di Pio XII di fronte agli arresti, all’opinione pubblica italiana e alle notizie sulla razzia giunte fino agli Alleati. E la storia dei mesi successivi: dopo l’esperienza traumatica della razzia, gli ebrei sfuggiti agli arresti tentarono di mettersi in salvo aiutati dalla popolazione non ebraica, da istituti religiosi o da organizzazioni come la Delasem (Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei). E poi gli arresti successivi, realizzati con modalità diverse e anche da parte della polizia italiana. La mostra si soffermerà ancora sul difficile ritorno dei sopravvissuti ai campi e sulla ricerca dei dispersi. Il percorso espositivo si concluderà proponendo per la prima volta oltre 300 volti di ebrei vittime della razzia. Queste immagini sono provengono dall’Archivio del Cdec, da quello della Croce Rossa internazionale di Bad Arolsen e dalla raccolta di documenti che da qualche anno è stata attivata dalla Fondazione Museo della Shoah di Roma.