Cosenza, 17 ott. (Adnkronos) - I finanzieri dei Nucleo di Polizia tributaria di Cosenza hanno notificato un avviso di conclusione indagini a un dipendente di Equitalia per concussione, accesso abusivo al sistema informatico, violazione del segreto d’ufficio, con l’aggravante di essere stati posti in essere da un pubblico ufficiale con abuso di potere e violazione dei doveri inerenti al proprio servizio. L’ufficiale destinatario del provvedimento, P.B.S., nativo di San Benedetto Ullano, aveva chiesto a un commerciante della zona la somma di 1.500 euro per alleggerire e neutralizzare alcune cartelle esattoriali recandosi più volte presso la sede dell’attività e l’abitazione del commerciante per esercitare pressioni, ma senza ottenere nulla. Il malcapitato, senza cedere alle insistenti pressioni del funzionario, ha denunciato l’accaduto a Equitalia, la quale raccolte le lamentele del contribuente, a sua volta, ha segnalato l’ufficiale riscossore infedele alla magistratura. E’, inoltre, emerso che lo stesso dipendente infedele ha avuto accesso al sistema informatico dell’allora Equitalia Etr effettuando circa 2500 interrogazioni e stampe di estratti di ruolo afferenti a 174 contribuenti, svolgendo un’attività non rientrante tra le mansioni a lui assegnate e facendo riferimento, tra l’altro, a soggetti domiciliati in area geografica non rientrante nella competenza e nella tipologia di attività a lui affidata.