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Scuola: Cna Roma, 4 su 10 hanno piu' di 50 anni, interventi solo su 1,7% edifici

domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 18 ott. - (Adnkronos) - La crisi ha dato un nuovo volto al mercato delle costruzioni di Roma e provincia, creando un solco tra nuova produzione e mercato del recupero. Dal 2006 a oggi il primo si è praticamente dimezzato (-47%, -3,6% nel 2013 rispetto al 2012), mentre quello della manutenzione straordinaria subiva una contrazione del 5,7% (-1,1% rispetto al 2012). Stabile da sette anni il mercato della manutenzione ordinaria. Tendenze, quelle del mercato del recupero, che condizionano l'intero settore in una fase ancora delicata della crisi: nel 2012 il valore complessivo della manutenzione, tra ordinaria e straordinaria, superava gli 8 miliardi di euro, il 72% della produzione settoriale complessiva (era pari al 62% nel 2006). La fotografia sul settore è contenuta nel notiziario 'Eco' (Economia, costruzioni, occupazione), pubblicazione trimestrale sull'andamento del mercato delle costruzioni a Roma e provincia, presentata oggi dal Cresme per la Cna di Roma nel corso di 'A colazione con i numeri'. Ad accompagnare l'analisi congiunturale, un focus dal titolo 'Tre settori per una nuova politica di riqualificazione urbana a Roma', ricco di spunti per operatori e istituzioni perché, dall'analisi della situazione individua i punti di forza per rilanciare il settore. A partire da rinnovo del patrimonio abitativo, riqualificazione energetica ed edilizia e messa in sicurezza del patrimonio scolastico. Partendo dalle scuole, Cna e Creseme hanno mappato gli edifici esistenti a fine 2011 a Roma e provincia: erano quasi tremila, nel 45% dei casi con più di 50 anni. Dallo studio emerge senza mezzi termini che sulle scuole, negli ultimi anni, si è abbassata la guardia: oggi gli interventi riguardano appena l'1,7% degli edifici (49) per un importo di 31,2 milioni di euro. A scapito soprattutto della sicurezza: ben 114 edifici scolastici, pur trovandosi in zone a rischio sismico, non sono adeguati alle norme. E il crollo degli investimenti pubblici è evidente: nel 2011 i bandi erano 69 per un valore di 236 milioni. L'anno successivo erano scesi a quota 23 milioni di euro, per un totale di 22 gare, con una leggera ripresa nell'anno in corso (86 milioni di euro, per 45 gare). (segue)

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