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Rai, Marrazzo: "Presto tornerò in tv"

L'ex governatore del Lazio travolto da uno scandalo sessuale è pronto a tornare sul piccolo schermo: "Farò il mio lavoro. In Rai si guadagna bene"
di Ignazio Stagno domenica 20 ottobre 2013

2' di lettura

"Tornerò in tv. Torno a fare il mio lavoro. Da novembre condurrò in seconda serata, il mercoledì, il programma Razza Umana". Dopo lo scandalo adesso ci riprova. Piero Marrazzo, giornalista ed ex governatore del Lazio travolto da uno scandalo sessuale, in una intervista a Virus a Rai2 annuncia il suo ritorno sul piccolo schermo. Marrazzo che ha presieduto la Regione Lazio dal 2005 al 2009 fa ritorno negli studi Rai dopo il caso in cui fu coinvolto nel 2009.  "Sono Piero Marrazzo ho 55 anni, tre figlie, due matrimoni alle spalle e una vita in cui ho avuto la fortuna di fare tante cose. Ho avuto una grande debolezza, sì ho fatto un percorso psicoanalitico, terapeutico, ma non farmacologico, ho avuto frequentazioni che non deve avere un uomo politico, ma solo a livello personale, non hanno influito su mia attività politica, io non ho avuto procedimenti penali", spiega Marrazzo. "In Rai si guadagna bene" -  E ancora: "Mi sono laureato sulla custodia cautelare nella gestione delle emergenze", racconta Marrazzo, ricostruendo la vita e sua carriera professionale. "Guadagnavo più quando lavoravo in Rai che da presidente della Regione Lazio", ha detto Marrazzo. Ora tornerà pure in tv a spese nostre. Lo scandalo - Il 23 ottobre 2009 viene diffusa la notizia che Marrazzo sarebbe stato ricattato da quattro persone, tutte appartenenti all'arma dei Carabinieri, in possesso di un video che mostrerebbe un incontro tra il presidente ed una transessuale, con apparente presenza di sostanze stupefacenti, avvenuto nel luglio precedente in un appartamento di via Gradoli, nella zona di Tomba di Nerone a nord di Roma. La relazione è stata descritta da Marrazzo come un rapporto mercenario occasionale, mentre la transessuale ha dichiarato di essere la fidanzata di Marrazzo e di frequentarlo da sette anni. In seguito al clamore mediatico sollevato dalla vicenda, dopo aver inizialmente negato il proprio coinvolgimento, Marrazzo ha ammesso il fatto, definendolo "frutto di una mia debolezza della vita privata", lasciando la carica di presidente della Regione Lazio. Gianguerino Cafasso, coinvolto nello scandalo con il ruolo di mediatore nella vendita del video, è stato trovato morto il 12 settembre. Il 20 novembre Brenda, una delle due transessuali coinvolte nello scandalo, viene trovata morta soffocata dal fumo nel suo appartamento di via dei Due Ponti in seguito a un incendio, che secondo la pista più accreditata dagli inquirenti sarebbe di origine dolosa.

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