(Adnkronos) - Dopo 9 mesi di analisi delle carte e dei 12 terabyte di mail e documenti elettronici sequestrati nelle numerose perquisizioni, sono infatti stati raccolti elementi idonei a configurare anche i reati previsti in materia di intermediazione finanziaria e ad individuare ulteriori soggetti responsabili. Le nuove ipotesi di reato riguardano il bilancio consolidato di Gruppo del 2010, nel quale, anche a seguito di quanto accertato dall'ispezione Isvap, sarebbe stato "nascosto" al mercato un "buco" nelle riserve sinistri di almeno 600 milioni di euro, privando cosi' gli investitori di informazioni determinanti per una corretta valutazione dei titoli azionari. Lo stesso documento (il bilancio 2010) e' stato preso a base anche per la predisposizione del prospetto informativo dell'aumento di capitale di Fonsai di circa 450 milioni, avvenuto nel luglio 2011, dando cosi' un'ulteriore informazione fuorviante al mercato. Da cio' l'ipotesi di reato di falso in prospetto.