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Arte: Biennale, Leone d'oro alla carriera per Lassnig e Merz

domenica 12 maggio 2013

2' di lettura

Roma, 6 mag. (Adnkronos) - Sono stati attribuiti all'artista austriaca Maria Lassnig e all'artista italiana Marisa Merz i Leoni d'oro alla carriera della 55esima Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia - Il Palazzo Enciclopedico (Giardini e Arsenale, 1 giugno - 24 novembre 2013). La decisione e' stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Curatore dell'Esposizione, Massimiliano Gioni. Il riconoscimento sara' consegnato alle due artiste sabato 1 giugno, alle ore 11, ai Giardini della Biennale, nel corso della premiazione e inaugurazione della 55esima Esposizione. "Per oltre sessant'anni Maria Lassnig -si legge nella motivazione del riconoscimento all'artista austriaca- ha indagato la rappresentazione del corpo e dell'individuo in una serie di dipinti che ritraggono l'artista spesso in uno stato di irrequietezza, eccitazione e disperazione. Con i suoi autoritratti Lassnig ha composto una personale enciclopedia dell'auto-rappresentazione e, attraverso quelli che chiama i 'body-awareness paintings', ovvero i dipinti di 'auto-coscienza corporea', ha trasformato la pittura in strumento di auto-analisi e di conoscenza del se'. A novantatre anni Lassnig rappresenta un esempio unico di ostinazione e indipendenza che merita di essere celebrato con il riconoscimento del Leone d'Oro alla Carriera". "Dagli anni Sessanta Marisa Merz si e' imposta come una delle voci piu' singolari dell'arte contemporanea -recita il testo che motiva il riconoscimento all'artista italiana- A partire dal suo lavoro svolto in parallelo ai protagonisti dell'arte povera, tra i quali Marisa Merz si distingueva per la riflessione sulla sfera dello spazio domestico e femminile, l'artista ha sviluppato un linguaggio personale in cui pittura, scultura e disegno si combinano per dare forma a immagini all'apparenza arcaiche e primordiali. In queste icone contemporanee, volti stilizzati affiorano alla superficie come apparizioni divine. Questa pittura epifanica, coltivata per anni in solitudine, ci invita a guardare il mondo a occhi chiusi, perche', come recitava il titolo di una mostra di Marisa Merz del 1975, 'A occhi chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti'".

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