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Toscana: Targetti incontra il maestro che insegno' a don Milani (2)

domenica 12 maggio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Nella conversazione con Stella Targetti salta fuori ancora un altro incontro "particolare": in un giorno d'estate il "maestro-canoista" stava a Orbetello, attrezzando la sua sua canoa, proprio mentre due bambini, con una nonna in difficolta' nel tenerli a bada, erano "impegnati a fare spregi". Nessun problema per un professionista nell'insegnamento attivo, interprete toscano della pedagogia popolare di Celestin Freinet: "Detti ai ragazzini un lapis e un foglio per uno, estrassi il contacolpi - racconta riferendosi allo strumento usato dai canoisti per ritmare le vogate - e rimasero buoni per tutto il tempo". Erano i primi anni Novanta. Piccolo dettaglio: la "nonna" era Giuliana, allora regina nel suo Paese. Uno dei ragazzi pestiferi si chiama Guglielmo Alessandro e da 8 giorni e' diventato re d'Olanda dopo l'abdicazione della madre Beatrice. "In 50 anni di insegnamento non ho mai dato un voto - racconta orgoglioso il maestro Nebbiai - perche' ho sempre cercato di uscire da quel triangolo nefasto, ancora oggi molto in voga, che parte dalla spiegazione e attraverso l'interrogazione arriva al voto". La sua "pedagogia attiva" parte dal 1946: dopo essere stato membro del CTLN ("tessera n. 623 a firma del presidente Ragghianti"), Nebbiai insegno' a Petrognano di Barberino Val d'Elsa in una pluriclasse unica ("primo esperimento pedagogico-metodologico-didattico") seguendo i metodi della Scuola-Citta' Pestalozzi che aveva appena aperto: introdusse a scuola l'allevamento dei bachi da seta e con il ricavato dalla vendita dei bozzoli, compro' i primi libri della biblioteca scolastica. Gli anni successivi (a Palazzolo di Incisa e a Vallina di Bagno a Ripoli) sperimento', sempre con pluriclassi, un altro tipo di "filiera" didattica (coinvolgendo anche istituti di credito) e il pedagogista Ernesto Codignola lo volle alla Pestalozzi dove, appunto, curo' la stampa tipografica del giornalino scolastico fatto con gli studenti ("grazie alla cassetta dei caratteri tipografici anche l'orribile dettato diventava una cosa simpatica"). Personaggio eclettico (anche violinista: "ero bambino all'inizio degli anni Trenta e mio babbo, che aveva una rivendita di legna da ardere, mi compro' un violino da un liutaio in San Frediano: in cambio lui volle, per qualche anno, una fornitura di legna da bruciare nella stufetta"), Mario Nebbiai continua a scrivere. Racconti, fiabe, poesie. Fra due anni festeggera' le nozze "di ferro" (70 anni di matrimonio) e tiene molto a una vecchia medaglia, con tanto di nastro tricolore ormai scolorito. Sopra incisero queste parole: "Benemerito della Popolare Istruzione".

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