(Adnkronos) - Agnese Borsellino ha voluto lanciare un ultimo forte appello: "Quell'uomo che ha trafugato l'agenda rossa sappia che io non gli darò tregua. Nessun italiano deve dargli tregua. Ecco perché è importante che la gente partecipi alla vita civile e non si giri dall'altra parte. Perché le domande di ognuno sono fondamentali per trovare la verità. E invece, troppo spesso, l'italiano è l'essere umano che vuole vivere tranquillo. Ma come può riuscirci? Dopo tutto quello che è accaduto nel 1992, avrebbe dovuto esserci la guerra civile in Italia, e invece non c'è stata alcuna rivoluzione morale. Dopo le manifestazioni di piazza, l'indignazione di qualche mese, tutto è tornato al quieto vivere". Agnese Borsellino ricorda una telefonata che gli fece l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: "Mi disse: 'Via d'Amelio è stata da colpo di Stato". E mise giù il telefono. Un mese dopo, Cossiga morì. Cosa volesse dirmi esattamente con quelle parole non lo so. Però, la voce di Cossiga non la dimenticherò mai. Evidentemente, voleva togliersi un peso. Dunque, qualcuno sa - dice Agnese Borsellino - Qualcuno ha sempre saputo, e non parla. È un silenzio diventato assordante da quando i magistrati di Caltanissetta e di Palermo hanno scoperto ciò che Paolo aveva capito: in quella terribile estate del 1992 c'era un dialogo fra la mafia e lo Stato".