Rimini, 8 nov. - (Adnkronos) - Anche l'agricoltura si dà da fare per ridurre sempre di più il suo impatto ambientale. E lo fa costruendo il suo modello di 'smart farm': una fattoria 'intelligente' che si fonda sulla razionalizzazione dei consumi energetici, sul riciclo degli scarti agricoli e sulle coltivazioni ecosostenibili. E i protagonisti di questa rivoluzione 'verde' del settore sono i giovani, gli imprenditori 'under 40' delle campagne italiane. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione di Ecomondo, la fiera dedicata alla green economy in programma fino al 9 novembre a Rimini. Le 'smart farm' non sono solo un'idea. Queste aziende 'green', sottolinea la Cia, stanno diventando una realtà. E hanno un identikit ben preciso: se da un lato rimangono agricole nel senso più tradizionale del termine, perché orientate al 'food', dall'altra si trasformano completamente in chiave multifunzionale. Pannelli solari e mini impianti eolici sui tetti dei capannoni garantiscono l'autosufficienza energetica di fabbricati e strutture aziendali; i mezzi meccanici sono alimentati a biocarburanti; le biomasse agricole, come i residui della potatura di vigne e alberi da frutto, o degli scarti dei cereali, sono tutte valorizzate energeticamente. E ancora, continua la Cia, l'impiego di tecniche colturali a basso impatto ambientale (produzione integrata e biologico per esempio) diminuisce se non cancella l'uso di concimi e fitofarmaci, limitando i costi e l'impoverimento del suolo; mentre l'esigenza di risparmio idrico è affrontata con la sostituzione dell'impianto 'a pioggia' con quello 'a goccia'. Inoltre la Cia ribadisce che quella delle agroenergie è una strada intrapresa da un numero sempre maggiore di imprese agricole, soprattutto giovani. Sono gli imprenditori 'young', infatti, a dimostrarsi i più attenti a cogliere le opportunità della green economy. I servizi per l'ambiente e la produzione di energia rinnovabile sono una prerogativa aziendale per il 7,2% degli 'under 40' contro il 4% dei colleghi più anziani. Il settore primario, conclude la Cia, è già di per sé l'unico comparto produttivo a vantare un bilancio ambientale positivo, in quanto la quota del 5,4% con cui l'agricoltura incide positivamente sulle emissioni di gas serra è bilanciata dall'assorbimento del 5,8% degli stessi gas attivato dal comparto forestale.