CATEGORIE

Amianto, oltre 34mila siti da bonificare e più di 2mila vittime l'anno

Legambiente fa il punto della situazione in Italia nell'incontro "Liberi dall'amianto" al Senato
domenica 25 novembre 2012

3' di lettura

Roma, 21 nov. - (Adnkronos) - A 20 anni dalla sua messa al bando, l'amianto continua a causare oltre 2 mila vittime l'anno, mentre 34.148 sono i siti ancora da bonificare per oltre 32 milioni di tonnellate di amianto sparso in tutto il Paese. Alla vigilia della II Conferenza governativa sull'amianto (la prima risale al 1999), Legambiente fa il punto della situazione in Italia nell'incontro "Liberi dall'amianto" al Senato, con le associazioni che chiedono a viva voce risanamento ambientale, chiusura delle cave di amianto, sorveglianza sanitaria ed epidemiologica e risarcimento delle vittime. (VIDEO) Ogni anno in Italia sono oltre 900 le morti dovute a mesotelioma pleurico e l'emergenza sanitaria continua a crescere, visto il lungo periodo di latenza della malattia (fino a 40 anni), tanto che gli epidemiologi prevedono alcune decine di migliaia di casi nei prossimi anni. In più, dopo 20 anni dalla sua messa al bando e dall'istituzione dei Piani regionali amianto (legge 257 del 1992), ancora non si sa quanto amianto ci sia ancora nel Paese: le stime ufficiali del Cnr parlano di 32 milioni di tonnellate, relative ai 2,5 miliardi di mq di coperture di eternit, e di diverse tonnellate di amianto friabile. Il ministero dell'Ambiente, tramite i dati delle Regioni, arriva a individuare 34.148 siti con presenza di amianto. In più, sono ancora attive in Italia attività estrattive di rocce contenenti amianto, come le pietre verdi o le ofioliti. Vietate dalla legge 257/92 le attività estrattive, di fatto, sono state riaperte con un decreto ministeriale del 1996 che consente di estrarre materiali con concentrazioni di amianto superiori allo 0,1% in peso, concentrazione massima consentita per le sostanze cancerogene, come l'amianto. La bonifica intanto procede lentamente. Ai ritmi attuali, dovremmo convivere con l'amianto almeno fino al 2100. E mentre il IV conto energia prevedeva l'extra incentivo per sostituire l'eternit con impianti fotovoltaici (grazie al quale solo nel 2012 sono stati bonificati oltre 25 milioni di mq di eternit), il V conto energia ha cancellato l'incentivo fermando di fatto gli interventi di bonifica. Rimane poi il problema dello smaltimento: il 75% dei rifiuti prodotti, 286mila tonnellate, secondo i dati Ispra, vengono spedite in Germania perché in Italia mancano discariche dedicate, con alti costi di trasporto e per gli interventi di bonifica. E veniamo alle richieste che le associazioni porteranno alla Conferenza veneziana. Si parte naturalmente dalla prevenzione con il censimento, in tutte le regioni, dei siti e degli immobili che contengono amianto; sorveglianza sanitaria epidemioogica; funzionamento del fondo vittime dell'amianto. Mentre la bonifica dei siti contaminati da amianto in Italia procede a rilento (12 i Sin - siti di interesse nazionale interessati), nel mondo ancora oggi si producono 2 milioni e mezzo di tonnellate di amianto l'anno ed erano 5 milioni fino a 10 anni fa. E se è vero che quest'anno 50 Paesi lo hanno messo al bando, l'amianto continua ad essere prodotto in Canada, Russia e Cina. A tracciare il quadro a livello globale è Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini di Bologna, intervenuto all'incontro "Liberi dell'amianto". L'amianto, poi, viene utilizzato "soprattutto nei Paesi in via di sviluppo - specifica Soffritti - quelli che sono più fortemente soggetti a emigrazione, ed è così che, per esempio, in un Paese come la Svezia, dove l'incidenza di mesotelioma era andata scemando, oggi si assiste ad un nuovo aumento dei casi". Lana di roccia, lana di vetro, fibre di ceramica sono i 'sostituti dell'amianto', quei materiali che hanno preso il posto della pericolosa fibra dopo la sua messa al bando. Ma per questi materiali, l'Istituto Ramazzini di Bologna lancia l'allarme: "non esistono studi di sicurezza che li riguardano e, secondo i nostri studi, la loro capacità di indurre il mesotelioma è di poco più bassa dell'amianto", dichiara Soffritti. "Abbiamo studiato tutti i tipi di amianto, compreso il cosiddetto 'amianto buono', il crisotilo, e abbiamo rilevato che non c'è poi tanta differenza. Iniettando fibre di amianto e dei sostituti di amianto nelle cavie, il risultato è che nel primo caso l'incidenza di mesotelioma è dell'80%, nel caso dei sostituti del 45%. Il rischio - aggiunge - è che tra qualche potremo ritrovarci a contare, oltre alle vittime dell'amianto, anche le vittime dei sostituti dell'amianto".

tag

Ti potrebbero interessare

Poste italiane: il tribunale Roma respinge il ricorso di Cgil e Uil su riorganizzazione

Il tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso presentato dai sindacati Slc Cgil e Uilpost per condotta antisin...

MiC, la Tomba François entra nel patrimonio dello Stato italiano

Con la firma dell’atto di compravendita, avvenuta oggi al Ministero della Cultura alla presenza del Ministro Aless...

Sabato 30 maggio, in prima serata su Canale 5, arriva “Gigi Stadio Maradona Una notte a Napoli”

Sabato 30 maggio, in prima serata su Canale 5, arriva “Gigi Stadio Maradona Una notte a Napoli”, l’eve...

Dai rifiuti sostenibilità ed energia Sicilia all’avanguardia in Europa

La Sicilia cambia pagina nella gestione dei rifiuti puntando su tecnologia, sostenibilità ambientale e riduzione ...
Manuel Costa