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Efficienza in azienda, solo nel 10% dei casi è l'energy manager a decidere

domenica 25 novembre 2012

2' di lettura

Roma, 23 nov. - (Adnkronos) - Nonostante la rilevanza economica dei progetti che segue in azienda l'energy manager ha ancora qualche difficoltà ad affermare il proprio ruolo. Nella maggior parte dei casi, infatti, non ha un inquadramento dirigenziale e solo nel 10% dei casi è il decisore finale sia degli interventi di efficienza sia della scelta dei fornitori di energia e gas: in prevalenza, infatti, a prendere una decisione su questo fronte è l'Amministratore Delegato (38%). A tracciare il quadro è l'Osservatorio Energy Management, organizzato da Gruppo 24 Ore e da Strategic Management Partners in collaborazione con Cfi Group. Secondo l'indagine, chi ha effettuato un percorso completo di pianificazione energetica fino alla fase di realizzazione, ha ottenuto risultati già dai primi 2 anni nel 53% dei casi. Il risparmio medio ottenuto è stato del 10,8%. Il rapporto oltre ad indagare lo stato dell'arte della professione si sofferma anche sul come gli energy manager scelgono i propri fornitori e sulle loro aspettative per il 2013 in termini di prezzo e di condizioni commerciali. Sul fronte della scelta del fornitore, la trattativa richiede tempi lunghi (sino a 5-6 mesi per l'acquisto del gas), soprattutto per la Pubblica Amministrazione. La ricerca, che si è svolta a fine ottobre 2012, ha mostrato come il 76% dei consumatori di gas avessero già rinnovato il contratto per il 2013, mantenendo la data di ottobre (inizio dell'anno termico) per il rinnovo. L'energia elettrica è invece in chiusura a fine novembre, entrambi con contratti annuali. Nella scelta dei fornitori il settore terziario sembra essere il più attento, bandendo aste on line e chiedendo offerte ad un maggior numero di fornitori. Anche per la Pa la scelta del fornitore è un elemento di attenzione: il 55% degli intervistati dichiara di valutarne 3 diversi tramite bando di gara.La scelta viene fatta in primis prendendo in considerazione il prezzo (considerato molto importante dal 96% degli intervistati), in seconda battuta l'affidabilità e solidità del fornitore sembra essere il criterio di scelta preminente (81% delle risposte). Gli intervistati sembrano mediamente soddisfatti (tra il 60 e il 70% di valutazione positiva) dei loro fornitori sotto gli aspetti economici, commerciali e di assistenza, decisamente meno sulla capacità di innovare e sui servizi on line, per il gas in particolare. Nonostante questa valutazione tutto sommato positiva, però, la propensione al cambiamento è elevata: tra i responsabili energetici dell'industria la fedeltà all'operatore attuale si aggira intorno al 50%, meno "fedeli" sono i colleghi della Pa, che pensano di restare con lo stesso fornitore solo nel 15% dei casi per l'energia elettrica e nel 27% per il gas.

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