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A Cannes c'è Audiard con 'Ruggine e ossa'. Moretti star 'democratica'

Il film liberamente ispirato ai racconti di Craig Davidson
domenica 20 maggio 2012

2' di lettura

Cannes, 17 mag. - (Adnkronos/Cinematografo.it/Ign) - "Ricostruzione e riconciliazione con la vita". Queste le parole chiave di 'De rouille et d'os' (Ruggine e ossa) secondo il regista Jacques Audiard, che stasera presenta in concorso a Cannes la sua ultima fatica. Liberamente ispirato alla raccolta di racconti brevi di Craig Davidson, il film - acquistato per l'Italia da Bim, uscita ancora da definire - è incentrato sulla storia di Ali e Stephanie. Il primo (Matthias Schoenaerts) è senza casa e senza lavoro. Con il figlioletto Sam (Armand Verdure) si trasferisce dalla sorella, che non vede da cinque anni. Anche grazie a lei, trova impiego come buttafuori in un locale notturno. Proprio qui presterà soccorso a Stephanie (Marion Cotillard), finita in una rissa. Lei è un'istruttrice di orche che, giorni dopo, subisce l'amputazione di entrambe le gambe in seguito ad un incidente in piscina. 'Ruggine e ossa', per richiamare il sapore del sangue nella bocca, dopo un colpo ricevuto, quando le labbra si spaccano nell'urto con i denti: gli stessi 'colpi' che Schoenaerts subisce e sferra tanto nella vita quanto nei combattimenti clandestini con cui riuscirà a racimolare qualche soldo. E che lo portano a rapportarsi con un'inconsapevole 'bestialità' anche nei confronti di Stephanie. Forse davvero bisognosa dell'inesistente pietismo che l'uomo le riserva: "E' una riconciliazione anche con l'amore", sottolinea Audiard, che torna in Concorso due anni dopo il Grand Prix ottenuto con 'Il profeta'. Forte, stavolta, dell'interpretazione della Cotillard mutilata, beniamina francese che - con ottima probabilità - non lascerà indifferenti pubblico e giurati. Tante già le star che si sono viste sul red carpet al via ufficiale della 65° edizione del Festival di Cannes che ieri sera ha tirato su il sipario con 'Moonrise Kingdom' di Wes Anderson. Star 'democratica' Nanni Moretti, presidente di Giuria. "Ci mancherebbe che non fossi un presidente democratico, purtroppo lo sono", ha detto Moretti anticipando quello che sarà il suo 'modus operandi' nel giudicare le pellicole e rapportarsi con gli altri giurati, lo stilista Jean-Paul Gaultier, i registi Alexander Payne e Raoul Peck, la regista Andrea Arnold, l'attore Ewan McGregor e le attrici Diane Kruger, Hiam Abbass, Emmanuelle Devos. "Per questa edizione del festival - ha aggiunto il regista romano, vincitore della Palma d'Oro nel 2001 per 'La stanza del figlio' - mi aspetto di vedere film "capaci di riflettere tanto sulla realtà quanto sul cinema".

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